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I contenuti del futuro? Saranno brevi e tanti

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I contenuti del futuro? Saranno brevi e tanti. Contenuti stringati e immediatamente consumabili, da proporre a cadenza oraria. Così si riscrivono le coordinate del consumo di "oggetti culturali" quali che siano. E i marketer devono stare all'erta, drizzare le antenne e captare i tempi che cambiano intervenendo con proposte e strategie mirate.


I tempi paiono confermarlo. I consumatori sono sempre più attratti da contenuti brevi e proposti con una certa regolarità durante il giorno. La formula "un articolo lungo al giorno" pare non essere più tanto appetibile per il palato sitibondo di notizie delle persone. È ciò che il Korean Times ha avuto la creatività linguistica di chiamare "snack culture".

I contenuti del futuro? Saranno brevi e tanti

L'utente di oggi è abituato a salpare da un social media a un altro e interagire con migliaia di contenuti nuovi ogni ora. Si tratti di un post su Facebook o un'immagine su Instagram o una Story su Snapchat o un video su TikTok, la mole di informazioni cui si ha accesso è enorme.

Parallelamente a essa cresce anche il fabbisogno di contenuti originali, meglio se brevi e di facile lettura. Non che i long form siano stati bannati a vita, certo. Ma è vero che la snack culture vuole sempre di più contenuti sintetici ed essenziali. Siamo sempre connessi, il nostro stile di vita ormai non può più esulare dall'utilizzo quasi ossessivo degli strumenti digitali.

I contenuti del futuro? Uno sguardo al presente

Proviamo a considerare per un attimo ciò che succede su Internet in appena un minuto. Quanti contenuti pensate che vengano visualizzati? Su YouTube si parla di quattro milioni e mezzo di video visti, 700mila ore di contenuti fruiti sulla piattaforma Netflix. E non parliamo di app come TikTok, Snapchat o Instagram, che da sole rasentano il miliardo di interazioni. Sono numeri enormi, sterminati, babelici, eccessivi. Tale consumo non si manifesta a orari precisi e costanti. Al contrario, è sparso durante il giorno, senza fasce orarie canonizzabili.

La nostra capacità di multitasking non conosce confini. E pare che la diffusione di contenuti-snack a opera di piattaforme sempre più all-pervading non potrà che esacerbarne gli effetti.

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