cultura assicurativa

In Italia serve più cultura assicurativa

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In tempi di crisi economica, ci chiediamo come le assicurazioni possono aiutare il futuro del nostro Paese, la cui ossatura economica è costituita da piccole e medie imprese.

Cultura assicurativa: Il futuro dell’Italia riparte dalle piccole e medie imprese

In Italia, l’apparato delle piccole e medie imprese è forse quello più importante in assoluto, perché costituisce l’ossatura dell’economia italiana. Spesso, però, i piccoli e medi imprenditori non riescono a fare i conti con la crisi economica dilagante e il conseguente calo dei fatturati. Questo fa sì che ci sia una scarsa cultura assicurativa. Molte imprese preferiscono risparmiare sull’assicurazione, senza conoscere veramente i rischi a cui possono andare incontro.
Ma se le imprese non hanno fondi a sufficienza… come si può uscire da questo impasse? Come possono le compagnie di assicurazione venire incontro alle aziende e aiutarle tutelandole con polizze vantaggiose a cui tutti possono accedere?

Il Giornale delle Assicurazioni riunito la diffusione di una cultura assicurativa

Questo è stato il punto di partenza per la quinta edizione del convegno organizzato dal Giornale delle Assicurazioni.
Dal convegno è venuto fuori che la crisi economica non ha colpito solo le banche, ma anche le assicurazioni. Da una parte, infatti, hanno dovuto subire una svalutazione delle loro partecipazioni, dall’altra un calo di clientela perché molte imprese sono state costrette a chiudere. Lo stesso discorso si può applicare anche per gli intermediari assicurativi che hanno perso clienti e fatturato.
Da tutta questa serie di riflessioni, sono stati enucleati una serie di punti chiave che rappresentano diverse ancore di salvezza. Il discorso non è tanto incentrato su come superare la crisi, ma su come affrontarla al meglio delle forze, attraverso una maggiore diffusione della cultura assicurativa.

Come affrontare la crisi economica?

Il presidente di Febaf, la federazione delle banche, delle assicurazioni e della finanza a cui aderiscono Abi, Ania e Assogestioni, Fabio Cerchiai, ha mostrato qual è l’attuale situazione imprenditoriale in Italia. In tutto, ci sono 4milioni di imprese, di cui tre quarti sono costituiti da società di persone e solo un quarto invece da società di capitali. Tuttavia, di queste ultime comunque, il 99,9% non supera i 250milioni di fatturato.
Questo significa che l’economia italiana è formata essenzialmente da piccole e medio imprese, di cui una parte sottocapitalizzate e bancocentrice. Un’altra invece da imprese inefficienti e improduttive.
Secondo Cerchiai, le banche e le assicurazioni possono inserirsi in questo discorso per aiutare le aziende a superare questa situazione. Ma come si può diffondere questa nuova cultura assicurativa?

Rendere bancabili i debiti della pubblica amministrazione

Secondo Cerchiai, la prima cosa che bisogna fare è rendere “bancabili” tutti i debiti della pubblica amministrazione, attraverso la Cassa depositi e prestiti, i fondi di garanzia, di investimento o di debito. Esattamente come fanno in Francia oggi.

Più le imprese sono assicurate e più è facile per loro accedere al credito

In un secondo momento, invece, bisogna che Banca d’Italia introduca nelle norme legate alla valutazione del merito creditizio anche la componente assicurativa. Più le imprese sono assicurate e più deve essere concesso e facilitato loro l’accesso al credito. Compito delle assicurazioni sarebbe quello di creare delle coperture assicurative più accessibili.

La crisi economica è l’unico fattore che blocca le imprese dall’assicurarsi in maniera adeguata?

La risposta a questa domanda è sicuramente no. La causa principale è la percezione assolutamente sbagliata che si ha dei costi dell’assicurazione, considerati troppo alti rispetto ai rischi in cui ci si può imbattere. Questo è causato da una scarsa cultura assicurativa.
Poche aziende, infatti, sono informate sui rischi potenzialmente molto gravi come i danni ambientali, quelli legati alle catastrofi naturali e quelli reputazionali.
Per risolvere questo problema, allora, serve più cultura assicurativa. Bisogna stimolare le imprese a tutelarsi attraverso la creazione di una vera e propria rete di mercati dove essere bene assicurati può diventare un enorme vantaggio.

Visurarui.it diffonde cultura assicurativa soprattutto per intermediari

In tutto questo, spiega Visurarui.it, sportello telematico per gli intermediari assicurativi iscritti nelle sezioni del RUI, è molto importante il ruolo dell’intermediario, che gestisce circa il 70% dei rischi industriali del Paese. Gli intermediari devono diventare partner delle PMI, devono specializzarsi e consigliare l’imprenditore da quali pericoli proteggersi e come farlo per evitare di fallire e dover chiudere l’azienda.
Per questo motivo, il sito ha deciso di mettere a disposizione una serie di strumenti e servizi per gli intermediari di massima utilità, che possa aiutare a scongiurare questa terribile crisi economica che stiamo vivendo oramai da troppi anni.