Amazon picking challenge | Ecommerce Guru

La logistica in magazzino si affida alla robotica: la sfida di Amazon.

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Amazon Picking Challenge è una competizione mondiale volta a velocizzare la gestione del magazzino. In finale due progetti italiani, in corsa per il finanziamento di un progetto, il cui software sarà rilasciato come Open Source.

Un aspetto fondamentale per incrementare l’acquisto di beni in modalità elettronica è il miglioramento della logistica, che comprende tutto l’iter che compie il prodotto dal fornitore al consumatore, al fine di velocizzare l’esperienza d’acquisto.

Uno dei primi passaggi riguarda chiaramente la gestione del magazzino, la cui reperibilità di oggetti specifici presume un grado di velocità proporzionale alla mole del proprio giro d’affari, declinato nei numeri degli ordini e senz’altro anche nella diversificazione dei prodotti offerti.

Il caso di Amazon, che offre prodotti di intrattenimento e culturali di diverso genere, rende bene l’idea in termini di varietà e decisamente, anche nei numeri che riguardano l’entità delle transazioni che genera, se si considera che nel 2014, il numero di ordini da parte dei suoi clienti ha raggiunto quota 36,8 milioni.

Per gestire cifre tanto grandi, se già in passato è emersa una particolare politica aziendale nei confronti del lavoro dei dipendenti del magazzino, orientata in maniera ferrea ad una funzionalità necessaria per gestire un gran numero di prodotti, oggi l’azienda vuole andare oltre affidandosi alla robotica.

E’ stata, infatti, indetta una competizione, l’Amazon Picking Challenge, che invita team ambiziosi a sviluppare soluzioni all’avanguardia proprio per gestire meccanicamente il reperimento della merce acquistata dagli utenti.

Si prevedono buone notizie per tutti, infatti, il vincitore otterrà il finanziamento per sviluppare un software che sarà reso disponibile in modalità open source.

Tra i finalisti due realtà italiane, quella del Politecnico di Torino e dell’Università di Pisa, facenti capo a progetti che riguardano umanoidi in grado di muoversi su diverse dimensioni, forniti di terminazioni prensili. In particolare il progetto toscano prevede un motore che muove tutte le falangi dell’organo tattile, in maniera da permettere una percezione diversa a seconda del tipo di prodotto afferrato, qualità determinante a gestire un’offerta di prodotti quanto mai diversificata.