Lo smartphone diventa un personal shop assistant | Ecommerce Guru

Le tecnologie mobile come personal shop assistant

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Come smartphone e tablet viziano i consumatori, definendo un nuovo scenario nelle modalità di acquisto sia online che offline.

Contestualmente alla crescente presenza delle attività commerciali sul Web attraverso siti-vetrina ottimizzati per i diversi dispositivi, vera discriminante in grado di tagliare fuori il proprio business dalla portata di possibili clienti come ha decretato il recente Mobilegeddon di Google, nell’epoca della multicanalità anche i consumatori usufruiscono di tali declinazioni, trasformandosi in clienti multidispositivo.

Gli aggiornamenti della grande G sui risultati delle ricerche, trovano fondamento nella tendenza ormai consolidata degli internauti a utilizzare maggiormente dispositivi mobili per la consultazione della Rete, laddove questa non sia addirittura l’unica soluzione mai adottata.

Stando ai rilevamenti di Connected Commerce, ricerca condotta da DigitasLBi su un campione di 1000 utenti di ben 17 Paesi diversi (Austria, Belgio, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Hong Kong, India, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Singapore, Spagna, Svezia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti) e volta a indagare le abitudini di acquisto degli utenti con uno sguardo al futuro del retail, più del 40% dei consumatori italiani ricerca informazioni sui prodotti tramite smartphone o tablet; ma prima di imputare tale considerevole percentuale alla comodità di tali mezzi per ricerche sui mezzi di trasporto o in spazi pubblici, si consideri che esse vengono effettuate dal 63% degli intervistati, mentre quelle da casa, scuola o ufficio raggiungono il 79,5%. Il 33% delle consultazioni mobile vengono invece effettuate direttamente in negozio.

Quest’ulttima tendenza è associata al fenomeno dello Showrooming, che consiste nel cercare sul Web possibilità di acquisto alternative sullo stesso prodotto, che magari stiamo contestualmente valutando nel punto vendita, riservandoci in questa maniera la possibilità di uscire dal negozio e acquistare altrove, anche direttamente dal dispositivo, in caso di un’offerta migliore.

Tale modo di agire è inverso al “Ropo” (Research Online Purchase Offline), ovvero la tendenza a ricercare informazioni sul prodotto prima di recarsi nel punto vendita per acquistarlo, e testimonia come cambino le abitudini di acquisto relativamente all’uso di tecnologie mobili.

Ad esempio i clienti utilizzano i loro smartphone anche per avere consigli da parenti e amici mentre valutano se comprare una merce, magari allegando una foto scattata all’oggetto in questione.

In questa maniera il dispositivo mobile diventa un vero e proprio aiutante per lo shopping, mentre si ricerca sempre meno il rapporto con il personale del punto vendita, tanto che il 70% degli intervistati si riterrebbe soddisfatto qualora potesse consultare il catalogo della merce presente in negozio tramite smartphone o tablet, riducendo al minimo il rapporto con un interlocutore e scegliendo in autonomia e tranquillità.

D’altronde la multicanalità è anche questo, lo sfociare dell’ambito fisico in quello digitale e viceversa, in questo caso a vantaggio del sempre più sfuggente e-consumer.

Tali ibridazioni vedono un aggiornamento di tutte le fasi dell’acquisto, dalla scelta del prodotto al pagamento se si considerano le nuove frontiere di interazione tra dispositivo mobile e POS, tanto che 7 intervistati su 10 affermano che vorrebbero utilizzare il proprio smartphone anche come carta di fidelizzazione.