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Mobile Payment. L'Italia scopre i pagamenti con lo smartphone

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L’Italia è pronta per il mobile payment. Sono infatti in aumento i pagamenti online attraverso l’utilizzo dello smartphone, sia quelli dell’ecommerce che quelli legati all’utilizzo di servizi. La stima viene da una ricerca condotta dall’Osservatorio NFC & Mobile Payment del Politecnico di Milano e fotografa un trend positivo dell’Italia per quanto riguarda i pagamento online.

Nell’ultimo anno gli italiani hanno fatto acquisti con lo smartphone per un volume di affari di 900 milioni di euro contro i 700 del 2011 con una crescita del 30%. A determinare questo successo hanno contribuito molti fattori: l’aumento di possessori di dispositivi mobile, gli accordi di diverse compagnie di telecomunicazioni e gli investimenti più decisi da parte di enti e aziende.

A fare aumentare il numero di transazioni su mobile sono stati soprattutto i pagamenti di servizi legati ai trasporti, dai parcheggi ai biglietti dei mezzi pubblici: si parla di pagamenti per 700 mila ore di parcheggio, 600 mila corse su autobus e 10 mila su taxi. Oltre ai servizi legati al trasporto pubblico, sono stati pagati con lo smartphone anche bollettini postali e il canone Rai.

L’altro campo in cui il mobile payment ha trovato terreno fertile è quello del remote commerce, cioè gli acquisti online che in una o più fasi prevedono l’utilizzo del cellulare. Lo sviluppo di tecnologie come il NFC (Near Field Communication) sono state un forte acceleratore in questo senso.

Gli scenari previsti dal Politecnico di Milano lasciano intravedere un ulteriore aumento nei prossimi anni, al punto che a fine 2016  gli utenti che pagheranno con Mobile Proximity Payment dovrebbero oscillare tra 6 e 10,3 milioni. “Se singolarmente telco, issuer o acquirer lavorassero al massimo delle proprie possibilità, avendo dagli altri attori una risposta attendista, non si otterrebbero neppure lontanamente i risultati prospettati nello scenario in cui gli attori sono convinti – precisa Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio NFC & Mobile Payment – Ed un euro investito da un ecosistema coordinato rende, in termini di capacità di intercettare il transato, il 140 % in più di un euro speso da un attore isolato”.

Dunque l’Italia si sta avviando verso un processo innovativo che non significa solo utilizzare strumentazioni futuristiche, ma potrebbe aiutare nella lotta all’evasione fiscale poiché tutti i pagamenti, anche quelli più piccoli, verrebbero tracciati.

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