Digital transformation e lavori del futuro: un'intervista a Samuele Camatari

Digital Transformation e lavori del futuro: un'intervista a Samuele Camatari

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C'è chi ne sminuisce l'importanza. Chi nega che un simile scenario sia prossimo ad avere luogo. Chi fa finta di nulla. Eppure le previsioni che si profilano all'orizzonte non possono essere certo tenute in scarsa considerazione. Blog e testate specialistiche parlano di cifre da capogiro, per quel che riguarda il numero dei professionisti del web richiesti entro pochi anni nel nostro Paese: almeno due milioni. È la digital transformation. Ed è un fenomeno inarrestabile. Se è vero che il mondo del lavoro va cambiando a una velocità doppia rispetto al passato, portando innovazione e nuove opportunità di far carriera, è altrettanto vero che i professionisti, dai vertici manageriali alle cantine degli stagisti freschi di contratto, dovranno adeguarsi al cambiamento, pena l'inevitabile esclusione. Abbiamo intercettato Samuele Camatari, fondatore e titolare della web agency torinese Jusan Network, per ragionare assieme a lui in merito al futuro che si prospetta e sul ruolo ricoperto dalla trasformazione digitale nel panorama nostrano.

Trasformazione digitale è uno dei termini che stanno ricorrendo con sempre maggiore frequenza all'interno del dibattito contemporaneo. Sembra quasi che si sia arrivati al punto in cui, per fare impresa tanto in Italia quanto nel resto del mondo, non si possa fare a meno di accettare la digital transformation. Qual è il vostro parere a proposito? Convenite con noi che si tratti di una vera e propria necessità al giorno d'oggi?

Charles Darwin, nel suo lavoro seminale intitolato l'Origine delle Specie, arrivò ad affermare che a sopravvivere non è la specie più forte, quanto piuttosto quella più adatta al cambiamento che la vita, in tutti i suoi drammi e sorprese e mutazioni, comporta necessariamente. Chi non cambia, pertanto, è destinato a essere messo da parte, tagliato fuori da un mercato del lavoro sempre più dipendente dal Web e da tutti gli strumenti digitali che permettono di sfruttarne le infinite potenzialità. In occasione della settima edizione dell'E-commerce Day, abbiamo rimarcato più volte l'importanza della trasformazione digitale per il benessere di un'impresa. Personalmente, trovo di poco valore le opinioni degli scettici che stentano ancora oggi di riconoscere nella digital transformation l'unica carta che un'azienda dovrebbe giocare per stare al passo coi tempi. A detta loro non tutte le imprese possono riuscire a sostenere il cambiamento provocato da una simile iperconnettività. Ma è comunque un dato di fatto che i lavori tradizionali siano destinati a scomparire, soppiantanti dall'emergere di nuovi tipi di professioni legate in maniera indissolubile agli strumenti digitali. La trasformazione è inevitabile, ineludibile e necessaria. E a mio avviso, tutto ciò che provochi un cambiamento all'interno del proprio sistema di pensiero e di valori è un tesoro prezioso che bisogna valorizzare come meglio si può.

In che modo lo si può valorizzare?

Riorganizzando radicalmente la propria attività, adeguandola alle richieste che le dinamiche di mercato pongono di fronte a noi giorno per giorno. Questo è il primo passo sensato che si può sperare di compiere se si intende resistere alla selezione "digitale" già in corso da anni. La digital tansformation è un cambiamento tecnologico e soprattutto organizzativo, culturale e sociale che coinvolge tutta la struttura manageriale di un azienda. In altre parole si tratta di un modo radicalmente diverso e nuovo di fare business. Presi in esame sono tanto la visone aziendale quanto i processi e la struttura tecnologica a supporto dei nuovi obiettivi di riferimento.
Un'azienda che aspiri a costruirsi un futuro oggi non può fare a meno di intercettare i trend più in voga, soprattutto in materia di Internet of Things, Cloud, Big Data e tecnologie Blockchain, interpretandoli e raffinandoli secondo la propria personale creatività. Trovo che i giovani d’oggi siano fortunatissimi, vivono uno scenario in continuo mutamento, sono più propensi all’evoluzione, al cambiamento, alla digital transformation in altre parole. Come dico sempre, "La tecnologia cambia le vite e cambia i mestieri: subentra ai vecchi integrandone di nuovi". Noi professionisti non possiamo di certo restare impreparati per affrontare una simile entusiasmante avventura.

La vostra agenzia si è sempre distinta per un approccio al digitale creativo e innovativo. Vi andrebbe di entrare un po' più nei dettagli del novero di offerte che la Jusan Network è in grado di fornire?

Fin da quando ho deciso di fondare la mia agenzia nel lontano 2005, mi sono sempre posto l'obiettivo primario di scovare le innovazioni più grandi e i metodi più efficaci per metterle in esercizio. Non c'è tendenza digitale che non sia stata analizzata, studiata e compresa. Ecco perché la Jusan Network è riuscita a evolversi diventando una delle agenzie pubblicitarie più importanti, attive e dinamiche del nostro Paese. Noi forniamo servizi legati a tutta la filiera del commercio elettronico. Quando parlo di e-commerce nella sua totalità intendo proprio dire che copriamo ogni più specifico settore della vendita online: comunicazione, web marketing, strategie SEO, pubblicità online e offline, formazione nel campo della digital trasformation, logistica e sicurezza informatica. Lavoriamo molto per importanti istituzioni ed enti governativi. Recentemente siamo stati impegnati con alcuni progetti per conto dell'ONU e l’agenzia che coordina il lavoro di NY. E molto gratificante che le Nazioni Unite di New York affidino dei lavori a un'agenzia torinese di piccole dimensioni. Siamo una realtà in costante e graduale mutamento, il che si riflette anche soprattutto nel tipo di figure professionali che cerchiamo o con cui ci impegniamo a collaborare: digital strategists, web marketing specialists, social media manager, grafici, copywriter che curino i contenuti, e così via.

In sintesi, quali sono i nuovi mestieri che dobbiamo aspettarci dal prossimo futuro? Le competenze richieste?

Prefiguro a tale proposito una proliferazione di agenzie di comunicazione colme di figure professionali quali Web marketing specialists, esperti Seo e Sem, addetti ai canali social media più importanti, digital project manager. Per tacere poi dei data scientist, industrial designer, information security analyst, questi ultimi mai così importanti come al giorno d'oggi, come i fatti di Cambridge Analytica hanno avuto modo di dimostrare ampiamente. Il lavoro va cambiando a una velocità fenomenale. Cambiano i ruoli, i sistemi, le strutture, le gerarchie. E solo un professionista pronto ad adattarsi a qualunque genere di scenario potrà dirsi pronto per creare qualcosa di concreto, prospero e duraturo.

Vi andrebbe di fornirci alcuni esempi pratici in merito?

Con piacere. Il marketing tradizionale si sta già trasformando in Digital Marketing. La commessa del negozio sta sviluppando competenze da e-commerce specialist, lo store manager diventa e-commerce manager, per le pubblicità e per la comunicazione abbiamo i nuovi social media manager, gli influencer, i web marketing specialist. Nel campo della grafica abbiamo User Experience e Visual content specialist, l’addetto stampa diventa Digital Pr Specialist, il commerciale Account o Inbound Marketing Specialist. Tenendo conto di queste considerazioni noteremo che i posti di lavoro tradizionali in realtà non sono scomparsi. Hanno semplicemente modernizzato il proprio vocabolario. Atteggiamento positivo, duro lavoro e sesto senso sono tre caratteristiche indispensabili che il futuro professionista del web dovrà necessariamente affinare nel tempo.