
Da lunedì 24 agosto, aprire una conversazione con ChatGPT in Italia potrà significare anche vedere una pubblicità. OpenAI ha annunciato l’estensione di ChatGPT Ads a 31 nuovi mercati europei, tra cui Italia, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Irlanda, Belgio, Austria, Polonia, Repubblica Ceca e Portogallo. È il passaggio dalla fase pilota, partita negli Stati Uniti a inizio 2026 e poi estesa a Canada, Australia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Messico, Brasile, Giappone e Corea del Sud, a un vero rollout su scala globale, proprio nel mese in cui l’attività pubblicitaria di OpenAI compie sei mesi.
Come funzionano davvero gli annunci su ChatGPT
Prima di pensare a una strategia, vale la pena capire il formato. Gli annunci compaiono solo per gli utenti dei piani gratuito e Go (quest’ultimo attorno ai 7 euro al mese), mentre chi sottoscrive Plus (circa 23 euro al mese) o Pro (229 euro al mese) continua a usare ChatGPT senza pubblicità. Dove compaiono, gli annunci sono presentati come elementi visivamente separati, posizionati sotto la risposta del modello, e non hanno alcuna influenza sul contenuto generato da ChatGPT: la risposta resta la risposta, l’annuncio è un blocco distinto e riconoscibile.
Un altro punto che OpenAI ha voluto chiarire riguarda la privacy: gli inserzionisti non hanno accesso alle conversazioni degli utenti, e le informazioni scambiate in chat non vengono condivise con i brand che acquistano spazi pubblicitari. Il targeting si basa quindi sul contesto della richiesta espressa in quel momento, non sulla cronologia della conversazione.
Per l’Europa, dove il GDPR impone basi legali solide per qualsiasi targeting personalizzato, questo approccio non è un dettaglio secondario: è probabilmente il motivo per cui il lancio europeo è arrivato dopo diversi altri mercati, invece che in contemporanea con gli Stati Uniti.
Chi può comprare pubblicità, e da quando
Nella fase iniziale del lancio europeo, l’accesso a ChatGPT Ads passa attraverso una selezione di agenzie partner: Publicis, WPP, Omnicom, MediaPlus, Havas e dentsu. Chi lavora già con una di queste realtà, o con un’agenzia media che si appoggia a loro, avrà quindi una corsia più rapida per testare il canale. Una piattaforma self-service, pensata per piccole imprese e imprenditori che vogliono gestire le campagne in autonomia, è annunciata come disponibile prossimamente, ma non è ancora attiva al lancio.
Per un ecommerce italiano di dimensioni medio-piccole, questo significa che l’accesso diretto e autonomo al canale richiederà probabilmente ancora qualche mese: la finestra tra oggi e l’arrivo del self-service è il momento giusto per informarsi, non per aspettarsi di poter lanciare una campagna dal giorno stesso del debutto.
Perché OpenAI parla di “economia dell’intelligenza”
Il ragionamento di OpenAI dietro questo formato pubblicitario si basa su un dato concreto: secondo l’azienda, circa una conversazione su cinque su ChatGPT mostra un’intenzione commerciale chiara, e molte altre sono comunque collegate a una decisione d’acquisto o a una scelta aziendale in corso. È una differenza sostanziale rispetto alla pubblicità sui social, che spesso interrompe un momento di intrattenimento: chi scrive a ChatGPT “quale aspirapolvere senza fili scegliere per un appartamento piccolo” ha già espresso un bisogno specifico, in un contesto che il brand può intercettare in modo più naturale che con un banner.
Sul fronte performance, OpenAI dichiara che nelle ultime sei settimane il costo medio per acquisto sui mercati già attivi si è ridotto di circa il 60%, mentre il costo per mille impression è calato di circa il 20%: numeri comunicati dall’azienda stessa e quindi da considerare con la cautela che si applica a qualunque dato diffuso da chi vende la piattaforma, ma comunque indicativi di una fase di forte crescita del canale.
Cosa può fare da subito un ecommerce italiano
Anche senza accesso immediato alla piattaforma, ci sono attività utili da avviare già ora:
- Verificare quali prodotti si prestano al formato conversazionale. Prodotti che richiedono confronto, consulenza o personalizzazione (non semplici acquisti d’impulso) tendono ad adattarsi meglio a un contesto in cui l’utente ha già espresso un bisogno articolato.
- Lavorare fin da ora sulla visibilità organica nelle risposte AI (GEO). Prima ancora di comprare spazi pubblicitari, un brand che risulta già citato o riconosciuto da ChatGPT parte in vantaggio quando arriverà il momento di investire anche sugli annunci.
- Monitorare il rollout dell’accesso self-service, per capire quando diventerà possibile gestire campagne in autonomia senza passare da un’agenzia partner.
- Valutare un primo contatto con un’agenzia già abilitata, se si vuole essere tra i primi a testare il canale prima della fase self-service.
Il takeaway pratico
Il lancio di ChatGPT Ads in Italia apre un canale pubblicitario nuovo, con logiche diverse da quelle di Google Ads o Meta Ads: non si compete per un click su una parola chiave o per l’attenzione in uno scroll infinito, ma per essere rilevanti nel momento esatto in cui una persona sta decidendo cosa fare. Per un ecommerce, capire fin da ora questa differenza conta più che affannarsi a trovare un accesso immediato alla piattaforma, che arriverà comunque con il tempo.









