
Il 24 luglio Google ha iniziato a estendere l’AI Max anche alle campagne Shopping standard, quelle che finora avevano lasciato all’inserzionista più controllo manuale rispetto a Performance Max. Per chi gestisce campagne Google Ads su un ecommerce, la notizia più concreta è questa: le campagne che già usi oggi possono iniziare a intercettare ricerche conversazionali e “coda lunga” che finora restavano fuori dalla portata delle Shopping ads statiche. Google dichiara un aumento medio del 5% delle conversioni, a parità di costo per acquisizione o ROAS, per chi attiva la funzione.
Cosa fa davvero l’AI Max per Shopping
Non si tratta di una nuova tipologia di campagna, ma di un livello opzionale che si sovrappone alle campagne Shopping standard già esistenti, senza obbligare a migrare su Performance Max. Google attinge al feed prodotti del Merchant Center materiali, vestibilità, caratteristiche tecniche e usa questi dati per generare annunci più pertinenti rispetto al modo in cui le persone cercano oggi, sempre più spesso con frasi intere invece che parole chiave isolate.
Le tre funzioni principali già attive sono:
- Personalizzazione del testo: l’AI genera il copy degli annunci Shopping adattandolo al linguaggio e all’intento di ogni ricerca, usando i dati già presenti nel feed.
- Final URL Expansion: invece di rimandare sempre alla URL di prodotto indicata nel feed, Google sceglie la pagina del sito più pertinente rispetto all’intento della ricerca. La funzione può essere disattivata in qualsiasi momento per vincolare il traffico alle sole pagine prodotto.
- Selezione automatica del formato: Google decide se mostrare un annuncio Shopping o un annuncio testuale in base a cosa risponde meglio alla query, un aspetto rilevante soprattutto per le AI Overview e le superfici di ricerca conversazionale.
Chi ha già campagne Shopping attive può attivare l’AI Max con un solo clic: targeting di prodotto, strategie di offerta ed esclusioni di brand restano invariati, a meno di modifiche esplicite.
Le altre due novità da tenere d’occhio
Contestualmente, Google ha aggiunto tre funzioni AI al Merchant Center: un riepilogo automatico delle performance più rilevanti del catalogo (basato su Gemini), suggerimenti di ricerca generati dall’AI per individuare prodotti che richiedono attenzione ad esempio articoli con molte impressioni ma pochi clic, o schede con attributi mancanti e una cronologia chat persistente che mantiene il contesto tra una sessione e l’altra. Da notare anche un dettaglio di branding: il nome “Merchant Center Next” è stato ritirato, la piattaforma si chiama ora semplicemente Google Merchant Center.
Dal 31 agosto 2026, inoltre, le Local Inventory Ads saranno attivate di default su tutte le campagne Shopping. Per chi gestisce anche punti vendita fisici e ha già un feed di disponibilità in negozio attivo su Merchant Center, si tratta di visibilità aggiuntiva senza configurazioni ulteriori. Per chi vende solo online, il cambiamento non ha alcun impatto pratico.
Perché la qualità del feed conta più di prima
Il punto che accomuna tutte queste novità è che l’AI lavora esclusivamente con i dati che trova nel feed prodotti. Attributi come materiale, colore, taglia, fascia d’età e campi di etichetta personalizzata alimentano direttamente la generazione del testo: più sono specifici e accurati, più il copy generato risulterà pertinente rispetto alla ricerca dell’utente. Un feed povero di informazioni produce invece un copy generico, che non distingue il tuo prodotto dal successivo in lista nei risultati.
Vale anche la pena considerare che concedere più autonomia a Google sulla scelta della pagina di destinazione (con la Final URL Expansion) sposta parte del peso strategico sulla qualità delle pagine categoria e collezione del sito: se sono solide, lasciare attiva questa funzione tende a intercettare intenti di ricerca più ampi; se le pagine categoria sono deboli o poco strutturate, conviene disattivarla e indirizzare tutto il traffico solo verso le pagine prodotto.
Cosa fare da qui alle prossime settimane
Prima di attivare l’AI Max su tutte le campagne, ha senso procedere per gradi. Un buon punto di partenza è verificare la completezza degli attributi nel feed Merchant Center, aggiungendo ogni campo disponibile rilevante per la categoria di prodotto. Successivamente si può attivare l’AI Max su una singola campagna Shopping come test controllato, lasciandola girare per alcune settimane a confronto con una campagna di controllo, misurando tasso di conversione e ROAS a livello di campagna prima di estendere la modifica.
Vale la pena anche decidere in anticipo la posizione da tenere sulla Final URL Expansion, verificare lo stato delle Local Inventory Ads prima della scadenza del 31 agosto se si opera anche offline, ed esplorare fin da subito i nuovi strumenti AI del Merchant Center per individuare le lacune del feed prima che l’AI Max entri a pieno regime sulle proprie campagne.









