
Il 31 marzo 2025 TikTok Shop è arrivato ufficialmente in Italia. Un anno dopo, il momento utile per chi vende online non è la ricorrenza in sé, ma i numeri che si sono accumulati nel frattempo: abbastanza per capire se la piattaforma è ancora un esperimento o è già diventata un canale di vendita da valutare sul serio.
I numeri di un anno di TikTok Shop in Italia
A dodici mesi dal debutto, TikTok Shop conta oltre 21mila venditori attivi nel mercato italiano, con un fatturato giornaliero che è cresciuto a tre cifre percentuali nell’ultimo semestre. La piattaforma dichiara oggi 22,8 milioni di utenti attivi in Italia, e circa l’80% di chi la usa afferma di aver acquistato almeno un prodotto dopo averlo visto in un video o in una diretta sulla piattaforma stessa.
Sono numeri che vanno letti con la cautela che merita qualunque dato diffuso direttamente dalla piattaforma interessata, ma la direzione è comunque chiara: la crescita ha sorpreso anche gli osservatori più prudenti, ed è arrivata più in fretta di quanto molti retailer italiani si aspettassero un anno fa.
Cosa vende meglio, davvero
Non tutte le categorie stanno beneficiando allo stesso modo. Beauty, moda e casa guidano la domanda, con tassi di acquisto che nelle categorie più performanti arrivano fino al 70%. È una concentrazione che ha senso alla luce di come funziona la piattaforma: prodotti visivi, facili da mostrare in pochi secondi di video, con un margine che regge anche dopo la commissione trattenuta dalla piattaforma.
Il meccanismo alla base si chiama discovery commerce, e capovolge la logica dell’ecommerce tradizionale: non è l’utente a cercare attivamente il prodotto, come farebbe su un motore di ricerca o su un marketplace generalista, ma è il prodotto a raggiungere l’utente dentro un contenuto che stava già guardando per intrattenimento. Per chi vende categorie meno “immediate” da mostrare in video, questo significa che il salto di performance tra un settore e l’altro può essere marcato.
Il costo di stare sulla piattaforma è salito
Un dato che i venditori che valutano l’ingresso ora devono avere chiaro: dall’8 gennaio 2026 la commissione standard per i venditori nei mercati europei, Italia inclusa, è salita al 9% sul venduto, in linea con la strategia di monetizzazione internazionale della piattaforma. Non esistono canoni di iscrizione né costi fissi iniziali il venditore paga solo sulle vendite effettivamente generate ma alcune sottocategorie merceologiche prevedono aliquote differenti, consultabili direttamente dal Seller Center europeo.
È un aumento che va messo a bilancio prima di impostare i prezzi, soprattutto per chi lavora con margini già sottili: una piattaforma che un anno fa attirava con l’assenza quasi totale di costi oggi chiede una quota più vicina a quella di un marketplace generalista maturo.
Perché le dirette pesano così tanto
Una parte rilevante della crescita passa dal live shopping. Le dirette, durante le quali chi vende mostra i prodotti in tempo reale rispondendo dal vivo alle domande di chi guarda, generano una porzione significativa del valore delle merci transato sulla piattaforma a livello globale, con sessioni che durano mediamente dalle due alle quattro ore e possono produrre centinaia di vendite in una singola diretta.
Per un ecommerce italiano abituato a schede prodotto statiche, è un cambio di formato non banale: non basta caricare un catalogo, serve qualcuno un dipendente, un creator in collaborazione, o chi gestisce il brand in prima persona disposto a presidiare la diretta con continuità, perché è lì che si concentra buona parte delle conversioni.
Cosa significa per un ecommerce italiano che valuta se entrarci ora
Con questi numeri sul tavolo, la domanda utile non è più “TikTok Shop funziona?”, ma “funziona per il mio catalogo specifico, a queste condizioni economiche?”. Tre punti pratici da considerare prima di decidere:
- Se il catalogo rientra in beauty, moda o casa, i dati di conversione più alti giocano a favore; per altre categorie, conviene testare con un numero limitato di referenze prima di impegnare tutto il catalogo.
- La commissione al 9% va inclusa nel calcolo del margine fin dal primo listino, non aggiunta a posteriori quando i volumi sono già partiti.
- Il live shopping non è un optional se si vuole intercettare la parte più consistente del valore transato sulla piattaforma: va messo in conto un presidio umano regolare, non solo un caricamento iniziale del catalogo.
Il takeaway
A un anno dal lancio, TikTok Shop in Italia è passato dallo status di novità sperimentale a quello di canale strutturato, con regole economiche più simili a quelle di un marketplace maturo che a quelle di una piattaforma agli esordi. Per chi vende beauty, moda o casa la piattaforma ha oggi numeri concreti da guardare con attenzione; per tutti gli altri, resta un canale da testare con budget limitati prima di scalare, tenendo conto che l’ingresso oggi costa di più di un anno fa.









