
Dopo le foto prodotto generate dall’intelligenza artificiale, il passo successivo per molti brand è il video. Strumenti come Veo di Google, Kling e Runway permettono oggi di trasformare poche foto di un prodotto in uno spot pubblicitario completo di movimento, ambientazione e persino audio sincronizzato, in un tempo che si misura in ore invece che nelle settimane richieste da una produzione tradizionale. Secondo alcune analisi di settore, le aziende che adottano video generati dall’AI per il marketing riportano costi di produzione inferiori fino al 60% e una capacità di output fino a tre volte superiore rispetto ai flussi di lavoro classici.
La produzione dei video pubblicitari generati dall’AI passa da settimane a ore
Il flusso di lavoro tradizionale per un video prodotto prevede la prenotazione di uno studio, il coordinamento di modelli o talent, le riprese vere e proprie e settimane di post-produzione prima di ottenere un risultato pubblicabile. Gli strumenti di generazione video AI comprimono gran parte di questo processo: da poche fotografie del prodotto o da un prompt testuale, generano clip che mostrano il prodotto in movimento, in un ambiente coerente con lo stile del brand, con la possibilità di produrre rapidamente decine di varianti per il test A/B su hook, inquadrature e call to action diverse un tipo di sperimentazione che con la produzione tradizionale avrebbe richiesto budget molto più ampi.
Strumenti utili per la produzione dei video pubblicitari generati dall’AI
I modelli più avanzati oggi disponibili non si limitano a generare immagini in movimento, producono anche audio sincronizzato dialoghi, effetti sonori, ambientazione direttamente all’interno dello stesso output, eliminando la necessità di licenziare musiche o registrare voci fuori campo separatamente per un breve spot social. Questo rende il flusso di lavoro particolarmente adatto a formati brevi per TikTok, Instagram e YouTube, dove la velocità di produzione conta quanto la qualità finale. Per prodotti con una forte componente aspirazionale profumi, accessori, moda questi strumenti riescono già oggi a generare scene suggestive e visivamente curate a partire da un semplice prompt testuale.
Il limite tecnico dell’AI nel creare video
Il punto debole più citato da chi lavora quotidianamente con questi strumenti riguarda la coerenza dei dettagli fini: testo su un’etichetta, un logo, elementi di design specifici tendono a distorcersi o a essere reinterpretati in modo impreciso dal modello, soprattutto quando il prodotto è ripreso da più angolazioni nello stesso video. Il compromesso più diffuso tra chi produce contenuti su larga scala è usare il video generato dall’AI per l’atmosfera, il movimento e le scene di ambientazione, riservando invece i primi piani ravvicinati sul prodotto dove la precisione del packaging conta davvero a render o fotografie realizzate con metodi più tradizionali o controllati.
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Video generati dall’AI e l’obbligo di trasparenza
Chi inizia a integrare questi strumenti nella propria produzione pubblicitaria dovrebbe tenere presente che non si tratta solo di una scelta creativa. Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 dell’AI Act prevede obblighi di trasparenza specifici per i contenuti generati o manipolati artificialmente, con una distinzione importante tra la marcatura tecnica che deve incorporare il sistema generativo e l’etichetta visibile al pubblico, richiesta in particolare quando il contenuto costituisce un deepfake per esempio un video che ricrea in modo realistico il volto o la voce di una persona reale. Un video prodotto interamente con ambientazioni e prodotti sintetici, senza ricreare l’identità di persone reali, ricade generalmente in un perimetro diverso, ma vale la pena verificare caso per caso con il proprio consulente legale quando il contenuto include elementi che potrebbero essere scambiati per reali.
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Da dove iniziare per produrre video con AI
Il modo più sensato di avvicinarsi a questi strumenti non è sostituire in blocco la produzione fotografica e video esistente, ma testarli su un caso d’uso circoscritto per esempio le varianti pubblicitarie per un test A/B su un prodotto specifico confrontando i risultati in termini di costo, tempo di produzione e performance con quanto ottenuto finora. Vale la pena anche partire da scatti prodotto puliti e ben illuminati come base di partenza: la qualità dell’input resta il fattore che più influenza la qualità del video generato, indipendentemente da quanto sia avanzato il modello usato.









