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Alcuni tra i manager più ricchi ed influenti del pianeta

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 Una rassegna aggiornata al febbraio 2019 degli uomini più ricchi al mondo. Sono loro ad influenzare costantemente le nostre vite quotidiane con le loro idee di business rivoluzionarie.

Jeff Bezos, dal bookstore online al colosso Amazon

Con un patrimonio attuale di 135.5 miliardi di dollari Jeff Bezos si conferma l’uomo più ricco del mondo ed uno dei più influenti. Il suo business nasce in un garage di Seattle nel 1994. Originariamente con l’obiettivo di fungere da online bookstore e gravato dal 70% di possibilità di fallimento.

Amazon oggi è il più grande colosso e-commerce mondiale di cui Bezos, fondatore, presidente e amministratore delegato, possiede il 16%. Anche se questa quota potrebbe essere ricalcolata in seguito al divorzio con Mckenzie Tuttle, facendo precipitare il magnate dal primo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo.

Visionario e lungimirante, Bezos sogna da sempre lo spazio. Per questa ragione fonda nel 2000 Blue Origin, azienda che si occupa dello sviluppo di tecnologie aereospaziali che trasporteranno l’uomo a spasso per l’universo. Convinto che l’informazione sia essenziale, infine, il businessman ha acquistato il Washington Post nel 2013.

Bill Gates, Microsoft e le charity

Al secondo posto, dopo anni di primato, Bill Gates. Il fondatore di Microsoft rimane in testa nella classifica con un patrimonio di 96.6 miliardi di dollari. Dal lontano 1975, anno in cui ideò Microsoft insieme a Paul Allen, il mondo della tecnologia ha subito numerose trasformazioni. La sua azienda, di cui possiede ormai soltanto l’1%, è rimasta competitiva ed ha saputo innovarsi. Attento al bisogno dei più sfortunati, oggi il businessman devolve parte dei suoi guadagni ed ha istituito con sua moglie Melinda la fondazione di beneficenza Bill&Melinda. Seguendo questa inclinazione filantropica del suo fondatore anche Microsoft di recente ha deciso di investire nella riqualificazione delle città messe in ginocchio dai giganti tech, puntando sull’acquisto di case popolari da mettere a disposizione della collettività.

Warren Buffett, uno degli uomini più ricchi di tutti i tempi

Il quasi novantenne Warren Buffet è il terzo uomo più ricco al mondo con un patrimonio di 84.9 miliardi di dollari e il quarantesimo uomo più ricco di tutti i tempi. Economista e imprenditore, Buffet è conosciuto globalmente per la precisione dei suoi investimenti e l’esattezza delle sue predizioni finanziarie. Per questa ragione è chiamato l’oracolo di Ohama (sua città natale, nel Nebraska). Il suo talento si scopre già ad 11 anni quando acquista le sue prime azioni di Cities Service, una compagnia di servizi petroliferi, convinto di beneficiare della svalutazione dello stock. Il CEO di Berkshire Hathaway, una delle più grandi holding del mondo che ingloba 60 aziende tra cui Duracell, Geico o la catena di ristoranti Dairy Queen, ha annunciato che devolverà il 99% del suo patrimonio. Fino ad ora ha già donato 35 miliardi di dollari, molti dei quali sono confluiti nel fondo Bill&Melinda del suo caro amico Gates.

 Bernard Arnault, visionario del lusso

Con 77,6 miliardi di dollari di capitale, Bernard Arnauld è uno degli uomini più ricchi al mondo e sicuramente il presidente e il CEO del più importante gruppo mondiale nel settore del lusso: LVMH. Estremamente persuaso che i brand francesi del lusso possano coesistere nello stesso gruppo, nel 1987 inizia tutta una serie di fortunate acquisizioni che lo porteranno alla guida di LVMH Moët Hennessy – Louis Vuitton. Nella holding convivono le varie anime del lusso francese: pregiati vini ed alcolici che fanno capo a famosissimi marchi come Moët & Chandon, Krug, Veuve Clicquot, Hennessy, Château d’Yquem; moda e pelletteria rappresentate da brand come Louis Vuitton, Loewe, Fendi, Givenchy, Christian Dior, Marc Jacobs; profumi e cosmetici siglati Guerlain, Acqua di Parma, Fresh; Orologi e gioielleria marchiati Bulgari, Zenith, Chaumet, Hublot; le maison di distribuzione come Sephora, Le Bon Marchè Rive Gauche ecc...

Carlos Slim Helú, da bambino prodigio a magnate del capitalismo indigeno

L’uomo più ricco del Messico possiede la più importante compagnia di telecomunicazione dell’America Centrale e dei Caraibi, America Movil, con un patrimonio familiare pari a 65 miliardi di dollari. Nato da genitori Libanesi emigrati in Messico, acquista il suo primo buono del tesoro messicano a 12 anni. Convinto del valore della sua terra, mantiene le sue ricchezze in Messico negli anni ’80 in un periodo di vendite e fughe di capitali all’estero. Nel 1990 acquista Telmex, l’unica compagnia telefonica del Messico dei tempi, ad un valore infinitesimale dell’attuale. Telmex oggi è parte di America Movil, ma non è l’unica fonte di ricchezza del magnate. Fautore del liberalismo indigeno, Carlos Slim Helú possiede quote di partecipazione nel settore delle costruzioni messicane, nel settore immobiliare oltre a possedere il 17% del New York Times.

Amancio Ortega, pioniere della fast fashion

Ortega comincia la sua carriera come fattorino in una sartoria di La Coruña. Durante la sua gavetta si accorge dell’importanza della moda anche per le classi meno abbienti e comincia a pensare ad un modello di business fashion che accontenti tutti. Nel 1963 crea la Confecciones GOA, una piccola merceria in cui vende intimo, vestaglie e pigiami e nel 1975 apre il suo primo negozio Zara. Attento ai gusti dei clienti Ortega disegna, cuce e propone. Nessun magazzino: i capi vengono rimpiazzati ogni 2 settimane, facendo il successo di Zara e di Ortega che, con 64.8 miliardi di dollari di patrimonio, è oggi è il presidente di Inditex, la holding spagnola che include Zara, ma anche Massimo Dutti, Pull and Bear, Bershka, Stradivarius, Oysho, Uterque ecc…

Mark Zuckerberg, il re del social network Facebook

Il presidente e amministratore delegato di Facebook è sicuramente l’under 40 più ricco del mondo. Con 63.4 miliardi di patrimonio il re dei social network ha fatto molta strada da quando ideò dal suo dormitorio di Harvard, con altri suoi compagni, la piattaforma messaggistica dedicata agli scambi di informazioni nel campus dell’università. Oggi Facebook può essere considerato un “net-state”, uno stato digitale, con una popolazione di 2.27 miliardi.

Larry Ellison, una storia di successo partita dal Bronx

Nato nel Bronx da una ragazza madre, Larry Ellison è cresciuto nelle periferie di Chicago con un’insolita passione per la matematica. Volato in California per cercare fortuna, Ellison lavora per otto anni come tecnico, poi la svolta: nel 1977 l’azienda per cui lavora cerca consulenza per lo sviluppo di un software di archiviazione dati. Mette su una società di consulenza, e si propone all’azienda. Da lì inizia la faticosa ascesa: nel 1977 viene fondato il “Software Development Laboratories” che diventerà Oracle Corporation soltanto nel 1995. La società attiva nel settore dei database, veloci e di facile implementazione diventerà la più grande produttrice di software al mondo. Devoto alla ricerca, Ellison, il cui patrimonio ammonta a 62,1 miliardi di dollari, ha investito nella ricerca contro il cancro e nella startup per il benessere chiamata Sensei.

Larry Page, colui che insegnò la ricerca a Mister Google

L’amministratore delegato di Alphabet, società madre di Google, è uno dei manager più ricchi al mondo con 51,9 miliardi di dollari di patrimonio. I suoi studi di ingegneria informatica lo portano insieme a Sergey Brin a fondare nel 1997 Google Search. Con l’invenzione di PageRank, l’algoritmo di ricerca Google, Page si è assicurato all’olimpo della tecnologia. Ha così la sicurezza nel 2003 di rifiutare l’acquisizione di Microsoft e nel 2005 acquista Android puntando sullo sviluppo dei sistemi operativi mobili.

I fratelli Koch, i magnati del petrolio  

Charles e David Koch, il primo presidente e CEO della Koch Industries e il secondo azionista di maggioranza della medesima azienda, sono i fratelli più ricchi del mondo. Con un patrimonio di circa 50.2 miliardi a testa, i due fratelli ereditano la prestigiosa azienda familiare. Questa ha fatto la sua fortuna grazie alla scoperta di un nuovo metodo per raffinare il greggio. Conservatori per natura e per filosofia aziendale, i fratelli investono da tempo in ricerca e nei media nazionali. Nel 2017  infatti hanno appoggiato l’acquisizione del Time da parte della Meredith Corp.

 Jack Ma e il riscatto della generazione perduta cinese

Nasce nel pieno del periodo storico cinese definito come “Rivoluzione Culturale”. Jack Ma si appassiona alla lingua inglese a 12 anni e si offre come guida per i turisti stranieri nella sua città Hangzhou, a sud est della Cina. Prova ripetutamente ad entrare all’università, ma riuscirà soltanto nel 1988 a laurearsi e a trovare lavoro come professore dopo una serie di rifiuti. Nel 1995 si trova negli Stati Uniti come interprete e lì si imbatte per la prima volta in un motore di ricerca. “Birra” è la parola che digita: nessun risultato che riguardasse la Cina. Torna in patria e crea il suo primo sito. Poi China Yellow Pages, un’agenzia di realizzazione di siti internet. Per poi approdare alla più grande delle sue realizzazioni Alibaba, una piattaforma e-commerce che avrebbe fronteggiato i giganti della Silicon Valley.

 

Con un ardore e una dedizione impensabili nel panorama della Cina post riforme economiche, Jack Ma ha sfruttato tutte le potenzialità del mercato cinese. E ha reso Alibaba non solo una piattaforma per il commercio digitale, ma un ecosistema che ormai ingloba una miriade di realtà più piccole che offrono i più disparati servizi, dai pagamenti online alla messaggistica. Con 37.7 miliardi di dollari, Jack Ma si classifica come l’uomo più ricco della Cina - nonostante il suo annuncio dello scorso settembre di abbandonare la presidenza del colosso e-commerce cinese e dedicarsi alla filantropia.

 

(Fonte: Forbes)