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Bruno Barbieri, l’uomo dalle sette stelle Michelin

Bruno Barbieri, lo chef italiano con sette stelle Michelin

La cucina italiana è famosa in tutto il mondo per le sue eccellenze e Bruno Barbieri rientra a pieno titolo tra queste. Fino a pochi anni fa insignito del titolo di cuoco con più stelle Michelin d’Italia, racconta la storia di un uomo che dalle province bolognesi ha conquistato il mondo.

L’infanzia di Bruno Barbieri

La storia di Bruno Barbieri comincia il 12 gennaio 1962 a Medicina, in provincia di Bologna. Passa l’infanzia con i nonni, perché il padre si trasferisce in Spagna quando lui era ancora piccolo. Vive nella campagna della prima periferia bolognese, in una casa dove i nonni erano soliti fare tutto: dal pane, al latte, alla pasta sino alle conserve.

In poco tempo la cucina diventa il suo rifugio e la nonna un modello da seguire. Gli trasmette un bagaglio di conoscenza e tradizione che ancora si porta dietro. Comprende che cucinare significa lavoro, fatica e tenacia.

Passano gli anni, Bruno cresce e la scelta delle scuola superiori sembra ovvia per un ragazzino con poca voglia di studiare e tanta di cucinare: l’alberghiero.

Si diploma nel 1979 e nello stesso anno ha la fortuna di avere la sua prima esperienza lavorativa a Milano Marittima. Il ristorante era Zì Teresa, un locale storico con turni massacranti e un lavoro senza limiti.

L’esperienza lo forma e fa nascere in lui la voglia di trovare la sua vera strada. Così nel dicembre dello stesso anno si imbarca come terzo cuoco alla volta delle Americhe.

Il ritorno in Italia

L’esperienza all’estero è incredibile. Scopre sapori, materie prime e combinazioni che non credeva possibili. Il viaggio diventa una costante nella sua vita, ma sente la necessità di ritornare in Italia.

La voglia di fare era tante e inizia da subito la sua vera carriera da Chef. Lavora prima alla Locanda Solarola, a Castelguelfo nel ravennate, poi ad Argenta. Nel 1983, sempre ad Argenta, apre il suo primo ristorante il Trigabolo che sarà destinato a cambiare la storia della cucina italiana. Il progetto prende forma insieme a  Igles Corelli, a Mauro Gualandi e Giacinto Rossetti.

In una intervista a “La Repubblica”, Bruno Barbieri racconta l’importanza della sua esperienza presso “Il Trigabolo”, definendola come una vera e propria rivoluzione. La passione per la cucina, condivisa anche dagli altri membri dello staff, lo portava a svegliarsi all’alba per andare ad acquistare prodotti di prima qualità. Capitava anche che fosse il giovane cuoco stesso a pescare il pesce che sarebbe diventato poi una crema o un sufflé.
Presto il ristorante inizia a riscuotere un grande successo anche tra gli altri chef.

Tra i più grandi passano da lì: Ferrand Adrià, Charlie Trotter, Giorgio Pinchiorri, Gualtiero Marchesi.

Le sue cucine vengono da allora definite, da lui stesso, come un “circo di collaboratori eclettici e fuori di testa, trasformisti ed estrosi, liberi dagli schemi e dalle convenzioni”.

La mente di Barbieri era un continuo flusso di idee.

Nel 1993, complice anche la crisi economica, Il Trigabolo viene chiuso. Poco più tardi, verrà assegnata al ristorante la terza stella Michelin della carriera di Barbieri.

La chiusura del proprio locale, però, non ferma il grande spirito da imprenditore di Bruno.

A metà degli anni Novanta apre La Grotta di Brisighella, nel ravennate, mentre qualche anno dopo si trasferisce in Valpolicella aprendo il ristorante Arquade nell’Hotel Villa del Quar-Relais & Châteaux.

La ripartenza e le stelle Michelin

L’Italia sembra avergli dato tanto, forse tutto, così Bruno decide di ripartire. Prima Brasile poi Londra, con il Cotidie.

E infine la chiamata che lo renderà famoso ai più, MasterChef Italia.

Eleganza, esuberanza con un accento emiliano, che accompagnano i telespettatori per 7 edizioni. Molte sono le esperienze televisive tra cui giudice a Junior MasterChef Italia, a Celebrity MasterChef Italia, protagonista del programma 4 Hotel.

Nel 2016 un ritorno alla città dove è nato è cresciuto: in centro a Bologna apre Fourghetti, un luogo «del buon cibo, del buon vino, di chiacchiere e di risate».

È una vita di soddisfazioni e successi quella di Barbieri, ma le più grandi sono arrivate proprio in riconoscimento del suo duro lavoro. In quarant’anni di carriera conquista 7 stelle Michelin, divenendo il primo chef italiano a battere il record.

Oltre alla cucina, un imprenditore di successo

Negli anni, Bruno Barbieri è riuscito a diventare uno dei personaggi più apprezzati nel settore dell’intrattenimento culinario. Oltre ad essere un grande chef, Barbieri è riuscito ad avere successo anche come imprenditore.

Lo chef è autore di diversi libri, di cui alcuni diventati bestseller nel settore culinario e ricettario. Nel suo ultimo romanzo, Domani Sarà più Buono, Bruno Barbieri dispensa preziosi consigli su come cucinare gli avanzi nel proprio frigo. Una vera e propria lotta contro lo spreco alimentare e un importante passo per la sostenibilità anche in cucina.

Nel 2018, Bruno Barbieri ha lanciato un proprio sito web, all’interno del quale è possibile trovare deliziose ricette e tanti consigli su come essere impeccabili anche in cucina. Il sito possiede anche una sezione dedicata all’e-commerce, dove è possibile acquistare il panettone ufficiale dello chef. Il dolce, prodotto con materie prime di estrema qualità, è disponibile in edizione limitata e viene venduto insieme ad una copia autografata dell’ultimo libro del cuoco, “Cucina con Me! – 12 menù buoni da impazzire“.

Accedendo alla sezione premium del sito, inoltre, sono disponibili contenuti esclusivi e ricettari estremamente innovativi creati direttamente dallo chef.

Uno chef molto attivo sui social network

Bruno Barbieri è uno chef molto attivo anche sui canali social. Il cuoco ha un seguito di oltre 1 milione di followers su Instagram (brunobarbieri_chef), 300k di iscritti su Youtube e 312k di followers su Twitter.

Bruno condivide quotidianamente la sua passione e il suo lavoro con i propri seguaci: sul suo canale di Youtube, infatti, è possibile trovare più di 200 videoricette dei suoi piatti più famosi.

Durante il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, Bruno Barbieri si è reso protagonista di una simpatica sfida sui social network. Seguendo il fenome hashtag di #iorestoacasa, il cuoco ha sfidato apertamente Giuliano Sangiorgi, cantante dei Negroamaro, ad una vera e propria gara di cucina. Sullo stile di Masterchef, Barbieri ha interpretato il ruolo del giudice severo che lo ha reso uno dei protagonisti del talent show culinario.

Bruno Barbieri è diventato, negli anni, una delle maggiori figure italiane anche a livello internazionale. Il successo deriva soprattutto dall’essere riuscito a portare la sua grande passione per la cucina, nata in tenera età, in giro per il Mondo. Le sue ricette sono caratterizzate da una grande attenzione ai dettagli, alla tradizione e dalla scelta di materie prime di qualità eccezionali.

In una intervista rilasciata a “La Repubblica“, Barbieri si definisce come un uomo libero, che non deve più mettersi in discussione. Dopo molti anni di esperienza, dopo aver girato il mondo e raccontato storie, il cuoco sostiene di non sentirsi più “sotto esame”, riuscendo a vivere la propria professione facendo solo ciò che lo appassiona.

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