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Supply Chain e IT: Laura Cavioni intervistata da Samuele Camatari

Le sfide della Supply Chain e le soluzioni IT. Samuele Camatari intervista Laura Cavioni

Laura Cavioni, IT business Analyst in Vivienne Westwood, è una massima esperta nel suo settore e siamo estremamente lieti di averla come relatrice di EcommerceDay!

Laura ha anche grande conoscenza riguardo le supply chain. In questo articolo Samuele Camatari, CEO e Founder Jusan Network, intervista Laura Cavioni per approfondire in modo esaustivo temi cruciali sulla. catena di approvvigionamento.

Tra questi ci sono le sfide generate dalla pandemia e dal recente conflitto russo-ucraino, la resilienza della supply chain, soluzioni innovative e temi estremamente attuali come il problema dell’ultimo miglio e le smart city.

Quali sono i punti chiave per affrontare le disruptions causate dal Covid-19?

La situazione emergenziale presentatasi nel 2020 ha messo a dura prova sotto vari punti di vista tutte le aziende, mettendo in luce le vulnerabilità in vari settori. I più audaci hanno subito letto la situazione come possibilità di cambiamenti repentini necessari alla sopravvivenza che avrebbero altrimenti atteso parecchio tempo prima di essere attuati.

Alcune delle azioni che sono risultate vincenti sono state le seguenti:

  • C’è stata una naturale selezione dei fornitori più virtuosi con i quali, pur con le difficoltà del caso, si è potuto trovare soluzioni finanziarie tali da permettere la disponibilità di liquidità in tutta la filiera
  • Cruciale è stata quindi la pianificazione finanziaria anche e soprattutto in tema di investimenti e ritorno di liquidità; la tendenza a non avere più accumuli di stock è una diretta conseguenza della miglior gestione del ciclo di conversione in cassa
  • Una delle evidenze in tale crisi è stata la poca flessibilità produttiva: da qui un approccio sempre più preponderante verso una visione e una metodologia agile nella gestione di progetti, risorse e business. In questo senso, la raccolta e la gestione dei dati è stata fondamentale per efficientare i processi e i servizi al cliente finale
  • Ruolo centrale ha avuto, infine, la tecnologia e i relativi team IT, sempre più coinvolti e molto spesso perno di evoluzione del business in tutti i rami d’azienda

Le sfide per il team IT

Esistono tuttavia minacce a cui si deve far fronte, quali la pressione costante da due anni a questa parte a cui è sottoposto il team IT, per esempio: il fenomeno dell’Always On è una realtà e va gestita e prevenuta per la salute di tutte le risorse umane, facenti parte dell’IT e non.

Un altro esempio è la difficoltà nella collaborazione e l’innalzamento di barriere all’entrata per le nuove risorse: la mancanza di rapporti umani diretti porta a dover trovare mezzi alternativi per sviluppare una vision aziendale e un senso di appartenenza che sono motore della vita lavorativa.

Le soluzioni adottate in questo contesto sono state molteplici:

  • Comunicazione multipiattaforma – l’utilizzo di piattaforme altamente collaborative hanno favorito la comunicazione interdipartimentale nonostante una situazione di remote working
  • Piattaforme di booking – per agevolare il rientro fisico negli ambienti lavorativi in sicurezza, l’adozione di app in cui sono disponibili le planimetrie digitalizzate dell’azienda permette di monitorare costantemente i livelli di occupazione dello spazio fisico
  • Modello di lavoro ibrido – è la diretta applicazione della filosofia agile nella gestione della presenza fisica o meno del lavoratore negli spazi aziendali, a seconda delle esigenze di dipartimento
  • Soluzioni cloud – esse sono sempre più adottate per evitare stress sulla rete aziendale e ridondanza di comunicazioni su di essa

Il mondo dell’IT in questo senso continuerà ad assumere sempre più un ruolo trasformativo, critico ed agevolatore nell’adozione di sempre rinnovati modelli di business.

Cosa si intende con il termine “Intertwined Supply Network”? Che effetto ha avuto la pandemia su di esso?

L’Intertwined Supply Network (ISN) o Rete di Servizi Interconnessi è l’insieme di catene di fornitura (Supply Chains) che assicurano l’approvvigionamento di beni e servizi ad una società e ai suoi mercati.

Il Covid-19 ha causato una vera e propria rottura tra commercio, finanza, salute e sistema educativo a livello globale.

Alcuni dei più evidenti disagi causati dalla pandemia si sono manifestati sulle catene di fornitura di materie prime e beni finiti. Grandi cambiamenti, quindi, si sono resi necessari nell’immediato facendo riferimento ad una visione di efficientamento e resilienza, divenuti obiettivi primari declinati a partire dalla riqualificazione del personale fino ad arrivare ad un change management necessario a colmare quei gap evidenziati dal periodo di crisi appena manifestatosi.

Un tema fondamentale emerso sembra essere quello della trasparenza e della visibilità dell’intera catena di fornitura; questi elementi aumenterebbero il valore della catena sia da un punto di vista delle aziende che da quello del cliente: un maggior controllo si traduce in fiducia negli operatori e miglior gestione dei costi, a beneficio di tutti gli attori della catena.

Queste esigenze hanno favorito la nascita di catene di fornitura sempre più interconnesse, passando di fatto da una struttura lineare e statica ad una che contempla la collaborazione di più players le cui dinamiche comportamentali variano in base al ruolo ricoperto (fornitore o cliente).

In questo senso, la raccolta sempre maggiore di dati è divenuto elemento sostanziale al fine di garantire un sempre maggiore efficientamento dei processi.

Che cos’è una Supply Chain Resiliente? Come la si può ottenere? 

Una Supply Chain Resiliente è una filiera che di fatto è in grado di reagire e far fronte ad interferenze su larga scala limitando e recuperando le perdite; il suo scopo primario è la sopravvivenza a lungo termine della società cui rende servizio.

La si può ottenere, per esempio, accorciando la catena di produzione: essendo più corta sarà meno esposta a rischi o calamità esterne, più sostenibile in quanto meno impattante a livello ambientale e con costi minori.

L’utilizzo dei Big Data risulta un altro aspetto fondamentale nell’attuazione di una Supply Chain Resiliente, in quanto i dati messi a disposizione da aziende afferenti a diversi settori possono essere utilizzati in ottica predittiva al fine di supportare decisioni operative e strategiche. La presenza di alternative è divenuta fondamentale e da qui la flessibilità nel passare da un’opzione all’altra sia da un punto di vista produttivo che gestionale.

Cosa si intende con il termine “Last Mile” nelle Supply Chain? Perché viene considerato un problema e quali tecnologie vengono in aiuto per risolverlo?

Viene definito Last Mile letteralmente l’ultimo miglio e cioè l’ultimo tratto della consegna di un bene da un centro di raccolta logistico al cliente finale, che ritiri esso in un negozio, in un locker o direttamente presso il proprio domicilio.

Gestire ed ottimizzare la logistica dell’ultimo miglio è oggigiorno indispensabile in quanto è una parte di catena di approvvigionamento altamente impattante in termini di tempi e di costi e a livello ambientale.

La rilevanza più alta la si ha in ambito B2C, in quanto trattandosi di consegne spesso di singoli articoli a singoli clienti, non è possibile adottare strategie logistiche di ottimizzazione quali il groupage; il Last Mile è il più delle volte il punto critico della catena che genera ritardi, errori e complicazioni che hanno diretto riscontro sulla customer satisfaction e reputation del brand; la conseguente congestione dei trasporti genera, come di può ben intuire, un impatto ecologico non indifferente.

Le tecnologie adottate per far fronte a questa situazione sono fondamentali ed ognuna di esse contribuisce alla raccolta di dati che devono essere poi letti in senso critico al fine di derivarne strategie di gestione ed ottimizzazione. Alcuni esempi sono:

  • WMS (Warehouse Management System) – sistema di gestione del magazzino fisico che ha lo scopo di minimizzare i lead times di picking della merce permettendo la lettura dell’ordine abbinata all’ottimizzazione del layout della merce nelle varie locazioni
  • TMS (Transport Management System) – obiettivi primari di questo sistema sono la pianificazione di rotte di spedizione, comparazione di costi di trasporto, gestione di contratti, ordini e prenotazioni dei trasportatori, tracking delle spedizioni e valutazione del carbon footprint
  • ERP (Enterprise Resourse Planning) – applicativo che accentra dati di prodotti, fornitori, ordini, listini e fatturazioni per la gestione di ciclo attivo e passivo
  • BI (Business Intelligence) – motore che permette la lettura critica dei dati collettati dai vari sistemi aziendali al fine di creare analisi e reporting per una valutazione della perfomance aziendale secondo i KPI stabiliti
  • CRM (Customer Relationship Management) – tool necessario per comunicare efficacemente con il cliente avendo in tempo reale dashboards riguardanti la sua storia commerciale

Qual è l’impatto delle Smart City sulle Supply Chain?

Per Smart City si intende un ecosistema in cui lo standard di vita dei cittadini viene elevato innovando in maniera massiccia l’infrastruttura, la gestione del traffico, il governo, la gestione di acqua e rifiuti, il sistema sanitario, i sistemi di sicurezza, di educazione e così via. È una visione complessa a lungo termine che punta ad un’area urbana migliore, più verde, consapevole e digitale; l’obiettivo inoltre è quello di adattare le soluzioni tecnologiche standard alle esigenze locali.

Uno degli aspetti più evidenti è lo sforzo di diminuire il proprio impatto ambientale tramite l’adozione di strategie logistiche ottimali e automezzi green al fine di migliorare la qualità dell’ambiente e quindi la vita dei cittadini.

La mobilità smart permeata dalla tecnologia che mette in comunicazione l’aspetto organizzativo dei flussi di trasporto con le opinioni dei cittadini su vivibilità o livello di servizio delle città è alla base.

Ancora una volta, la lettura dei dati provenienti da differenti settori (Big Data) quali l’ambiente, il traffico, la demografia, se messi a disposizione come nelle ipotesi di città sempre più efficienti, diventa sostanziale per l’ottimizzazione di trasporti e catene di produzione di beni.

Non è solamente questione di sviluppo di infrastrutture, trasporti o servizi ma della creazione di un motore fisico-tecnologico creato per l’ottimizzazione/innovazione di ogni attività umana.

In questa prospettiva, nuovi modelli di Supply Network saranno protagonisti, volti a far fronte a criticità in maniera differente rispetto ad oggi, acquisendo dati già disponibili, aggiungendo la tecnologia necessaria affinché vengano condivisi per renderli accessibili (tramite, per esempio, app) e creando un’esperienza migliore per i partner della Supply Chain ad ogni livello. 

I concetti di sostenibilità ed efficienza rimangono perno e motore per uno sviluppo in questa direzione.

Ruolo del IT nelle Just-in-Time Supply Chain?

In un quadro odierno in cui i mercati sono globali, dinamici e sempre più customer driven, cioè guidati dalle esigenze dei propri clienti, questi ultimi richiedono sempre di più una migliore qualità di rapporto qualità/prezzo dei beni, qualità di servizio, affidabilità e velocità nelle spedizioni.

In questo senso, la condivisione di esperienza e conoscenza tra fornitori di beni, trasportatori e clienti finali risulta essere fondamentale al fine di migliorare aspetti come la pianificazione di produzione, l’approvvigionamento e la gestione logistica.

L’utilizzo massivo di sistemi applicativi a tutti i livelli e la condivisione tra essi di dati favorisce una valutazione più accurata delle performance di tutta la catena, permettendo la creazione di modelli predittivi di fornitura che generano a loro volta forecast di produzione sempre più accurati, riducendo così lo stoccaggio merce al minimo e predicendo le vendite ai clienti finali.

Questo presuppone una sincronizzazione di processi altissima per raggiungere obiettivi quali: 

  • Spedizioni al cliente dei beni nei tempi da lui desiderati
  • Riduzione di ritardi e costi dovuti agli ordini di materie prime

L’adozione del modello Just-in-Time presuppone una conoscenza approfondita della propria catena di fornitura ed in questo senso, la comunicazione tramite piattaforme interconnesse che legano clienti a fornitori risulta assolutamente fondamentale.

Vista la complessità della materia, gli effetti della pandemia ed il recente scoppio del conflitto russo-ucraino è aumentato, o potrebbe aumentare, il numero di aziende che si appoggia ad un data management in outsourcing?

Al contrario, credo che la tendenza sia proprio quella di internalizzare la gestione quanto più possibile di dati e processi al fine di ottenere maggior controllo e razionalizzazione dei costi ed essere così meno esposti a rischi esterni. 

La conoscenza di se stessi permette una maggiore consapevolezza delle proprie possibilità in termini di programmazione delle evoluzioni a cui le aziende sono necessariamente soggette. Questo permette di evitare salti nel buio pericolosi, non calcolando i rischi ed esponendosi a crisi interne date da una gestione non oculata delle proprie possibilità. Rimango ad ogni modo convinta che l’azione vincente sia sempre quella di investire sulle persone che sono il cuore pulsante dell’azienda e sono anche coloro che in momenti di estrema difficoltà si sentiranno in potere di compiere atti straordinari con i dati a loro disposizione.

Leggi anche: Supply Chain: come ottimizzare la propria catena in 5 mosse

Le supply chain, che non si erano ancora riprese dalla pandemia, subiscono ulteriore stress con la guerra russo-ucraina. A questi tragici eventi ed i loro effetti, in primo luogo umanitari e poi sul piano del business, si aggiunge il lockdown di Shanghai.

Il blocco delle fabbriche e del primo porto mondiale per trasporto merci non fa altro che peggiorare la situazione. Per questo motivo è necessario analizzare nel minimo dettaglio la supply chain, saperla ottimizzare e renderla flessibile per poter affrontare le sempre più frequenti disruptions.

Questi temi, uniti a molti altri legati al mondo dell’ecommerce, verrano approfondi nell’undicesima edizioni di EcommerceDay! Siamo molto felici che Laura Cavioni partecipi all’evento come relatrice, in quanto le sue profonde conoscenze creeranno valore per tutti i partecipanti.

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