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Alessandro Michele e la strada in salita di Gucci e nel fashion italiano

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Il fashion e la moda italiana sono da sempre rinomati nel mondo e uno dei nomi più recenti in grado di farsi notare è quello di Alessandro Michele, il creative director di Gucci.

Chi è Alessandro Michele?

Il direttore creativo di Gucci è comparso quasi dal nulla per molti nel 2015. Il suo debutto in questa posizione Alessandro Michele lo ha fatto nel gennaio del 2015 alle sfilate milanesi di moda maschile. Da quel giorno Gucci non è più stato lo stesso. Il fashion designer è nato a Roma nel 1972 e sempre a Roma ha studiato, all’Accademia di Costume e di Moda della Capitale.

Prima di approdare al suo ruolo da Gucci è passato da Fendi, dov’è stato senior designer degli accessori nei tardi anni ‘90. È stato nel 2002 che Alessandro Michele si è spostato da Gucci, a Londra, entrando nel design office. È sempre stato un grande talento in ascesa e sempre dietro alle quinte, per sua scelta. Il suo desiderio di privacy comunque non ha fermato il designer, che nel 2006 è diventato Leather Goods director e nel 2011 associate creative director, fino ad arrivare al 2014, dove diventa direttore artistico di Richard Ginori, marchio già nelle mani di Gucci. E poi, a neanche una settimana dalla fatidica sfilata che lo consacrerà nel mondo della moda italiana, Alessandro Michele viene nominato direttore creativo di tutto.

Una settimana per cambiare Gucci

Prima dell’arrivo di Alessandro Michele Gucci era in difficoltà. Le vendite non andavano come sperato e così anche il nome e il marchio ne risentivano su più aspetti. Ma nel 2015 Alessandro Michele diventa direttore creativo di Gucci e in quello stesso anno viene nominato International Fashion Designer of the Year. Cinque giorni gli bastano per rivoluzionare lo stile di Gucci, mantenendone l’anima e lo spirito. Il suo è un immaginario colorato, carico di accessori, simboli, forme, ma allo stesso tempo pulito e ordinato, elegante e raffinato. È stile e lusso, cangiante e multiforme, capace di attirare quel target che prima sembrava difficile da raggiungere: i millennials. È un misto di vintage e modernità e pone la moda e il fashion al centro del mondo.

Il resto poi è rimasto negli annali di storia. In tre anni Gucci risorge come una fenice dalle sue ceneri, fattura il 40% in più. Ma il successo di Alessandro Michele è anche suo e non solo di Gucci. Nel 2017 infatti viene inserito dal Time nella lista delle 100 persone più influenti al mondo. Ed è l’unico italiano.

Alessandro Michele, Gucci e uno stile sospeso tra passato, presente e futuro

Lo abbiamo già detto, il suo stile riprende il vintage e il classico, ma viene reso moderno e futuristico. In questi anni abbiamo visto più e più volte il ritorno agli anni ‘80 e la nostalgia farla da padrona. Gli esempi più classici li vediamo al cinema, con remake di film che hanno fatto la storia o grandi ritorni di fiamma come Star Wars. O in televisione, con Netflix e il suo fenomeno Stranger Things. Ma questo stile ha toccato anche il fashion e Alessandro Michele lo ha cucito su Gucci abbagliando le nuove e le vecchie generazioni. In un misto tra la cultura pop di Topolino e le antiche divinità greche. Ci sono le icone della Disney accompagnate dalle citazioni dei grandi filosofi nel suo stile, c’è un occhio per tutta la cultura made in USA, accompagnata dalle radici classiche di Gucci. È un turbine di colori e passioni, un caos ordinato che fa perdere la testa al mondo.

Così come si è rinnovato Gucci con Alessandro Michele dal punto di vista della moda e del fashion, lo stesso ha fatto nel modo di vendere. L’approccio del marchio storico su internet e l’ecommerce, abbinato a questo nuovo stile, lo ha reso sempre più vicino al mondo delle nuove generazioni e dei nuovi clienti. Influencers e star postano con orgoglio su Instagram i nuovi capi firmati da Alessandro Michele e Gucci, in una realtà che ormai è vive tra il passato e il futuro.

Il fashion, il design e la moda sono talmente tanto legati al mondo digitale da essere il tema di eventi come l’EcommerceDay 2018 di Torino. Perché ora il mondo si muove su internet, con un misto di passione per le icone storiche, le leggende e la passione per il futuro.