
Il Buy Now Pay Later in Italia ha raggiunto nel 2025 un transato di 9,9 miliardi di euro, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente, con la componente online che corre ancora più veloce, al +50%. Sono numeri che raccontano un metodo di pagamento ormai maturo, non più una nicchia per pochi early adopter. Ma il 2026 porta con sé un cambiamento che riguarda direttamente chi offre questa opzione in checkout: l’entrata in vigore della CCD2, la seconda Direttiva europea sul Credito al Consumo, che dal 20 novembre 2026 ridisegna le regole del gioco per i nuovi contratti.
Cosa prevede la CCD2
L’Italia ha approvato nell’ottobre 2025 lo schema di decreto che recepisce la direttiva europea, e le nuove regole entreranno in vigore per i contratti stipulati a partire dal 20 novembre 2026. Il cuore della normativa riguarda l’estensione delle tutele tipiche del credito al consumo tradizionale anche alle forme di dilazione più snelle come il BNPL, che finora avevano spesso operato in una zona grigia normativa proprio grazie alla loro rapidità di attivazione. Tra gli obblighi principali rientrano requisiti più stringenti di valutazione del merito creditizio prima di concedere la dilazione, e obblighi di trasparenza informativa più puntuali su condizioni, costi e conseguenze del mancato pagamento.
Perché riguarda anche i merchant, non solo gli operatori BNPL
È facile pensare che questi obblighi ricadano esclusivamente su Scalapay, Klarna e gli altri fornitori di servizi BNPL, che dovranno rivedere i propri processi di onboarding e valutazione del cliente. In parte è vero: sono loro i soggetti regolamentati direttamente dalla normativa. Ma per un ecommerce che integra queste opzioni di pagamento in checkout, il cambiamento si riflette comunque sull’esperienza d’acquisto che il cliente vive sul tuo sito. Se il processo di approvazione richiede un passaggio in più, o se le informative da mostrare in fase di checkout diventano più estese, è probabile che l’esperienza finora percepita come istantanea e senza attrito subisca qualche rallentamento.
Vale anche la pena considerare la responsabilità reputazionale che un merchant si assume nel proporre attivamente il BNPL come opzione predefinita o particolarmente in evidenza. Spingere aggressivamente la dilazione verso clienti fragili, senza strumenti di valutazione del rischio adeguati, può tradursi nel medio periodo in più insolvenze e in un danno all’immagine del proprio store, anche quando la responsabilità formale della verifica del credito ricade sul fornitore BNPL.
I numeri che spiegano la posta in gioco
Il contesto italiano aiuta a capire perché questa normativa arriva in un momento delicato per il settore. Nel 2025 si sono contate circa 42 milioni di transazioni BNPL in Italia, con uno scontrino medio di 230 euro. La conoscenza e l’utilizzo del BNPL tra i consumatori italiani è salita dal 14% del 2023 al 17% del 2025, un segnale di maturazione ancora in corso, non di un mercato già saturo. È proprio in questa fase di crescita che l’intervento normativo arriva a porre un freno alla semplicità totale che finora ha caratterizzato l’esperienza, introducendo un livello di responsabilità aggiuntivo sia per gli operatori sia, indirettamente, per chi lo propone in vetrina.
Cosa cambia nell’esperienza del cliente
Per il consumatore finale, i benefici principali riguardano una maggiore trasparenza sulle condizioni contrattuali e una valutazione più attenta della propria capacità di rimborso prima dell’approvazione. Il rovescio della medaglia, dal punto di vista del merchant, è che un processo di checkout finora percepito come “un clic e via” potrebbe includere, per alcuni profili di cliente o alcuni importi, passaggi aggiuntivi di verifica. Come sottolineano diversi analisti di settore, la nuova normativa europea non fermerà necessariamente la traiettoria di crescita del BNPL, ma costringerà gli operatori a ripensare processi, compliance ed esperienza d’uso che finora hanno fatto della velocità il proprio principale vantaggio competitivo.
Cosa fare da qui a novembre
Per un ecommerce che offre già opzioni BNPL in checkout, ha senso iniziare a informarsi presso i propri fornitori Scalapay, Klarna o altri su come intendono adeguarsi alla CCD2 e su quali eventuali modifiche sono previste nel flusso di integrazione tecnica prima del 20 novembre 2026. Vale la pena anche rivedere la comunicazione che accompagna l’opzione di pagamento a rate sul proprio sito, assicurandosi che sia chiara sulla natura del credito concesso e non solo sulla comodità della rateizzazione. Chi valuta oggi di introdurre per la prima volta un servizio BNPL può considerare la scadenza di novembre come un’occasione per scegliere fin da subito un fornitore già allineato ai nuovi requisiti, piuttosto che dover gestire un adeguamento in corsa a normativa già in vigore.









