
Il 7 maggio 2026 Google ha aggiunto una nota di deprecazione in cima alla propria documentazione tecnica sui dati strutturati FAQ. Nessun comunicato ufficiale, nessun post sul blog: solo un’etichetta discreta su una pagina per sviluppatori. Ma il risultato pratico è netto: i rich result FAQ quei menu a tendina con domande e risposte che comparivano sotto alcuni risultati di ricerca non vengono più mostrati nella maggior parte delle SERP. Per chi ha investito tempo a marcare le pagine prodotto o le pagine di supporto con schema FAQPage, è il momento di capire cosa è cambiato davvero e cosa no.
Cos’è cambiato (e cosa no)
Il punto che genera più confusione è la differenza tra il markup e il risultato visivo che ne derivava. Lo schema FAQPage, come tipo di dato strutturato definito da schema.org, resta perfettamente valido: puoi lasciarlo sulle tue pagine senza che questo causi alcun problema. Quello che è sparito è esclusivamente la resa visiva in SERP, cioè il menu a tendina espandibile che occupava spazio prezioso nei risultati di ricerca e che generava un CTR più alto per chi lo otteneva.
Il rollout della deprecazione segue tre fasi. A maggio 2026 i rich result FAQ hanno smesso di comparire nella ricerca. A giugno è stato rimosso il filtro dedicato in Search Console, il report sui rich result FAQ e il supporto nello strumento Rich Results Test. Ad agosto è previsto anche il ritiro dei dati FAQ dalla Search Console API: chi gestisce dashboard automatizzate o export su BigQuery basati su quei dati farebbe bene ad aggiornare le proprie query prima di quella scadenza, per evitare che i report continuino silenziosamente a restituire valori nulli.
Perché Google ha fatto questa scelta
La storia in realtà comincia prima del 2026. Già nell’agosto 2023 Google aveva ristretto l’uso del rich result FAQ ai soli siti di enti governativi e sanitari, dopo aver notato un uso eccessivo e spesso scorretto del markup: molti operatori applicavano lo schema FAQ a schede prodotto, pagine categoria e articoli di blog anche quando non contenevano domande e risposte genuine, semplicemente per occupare più spazio in SERP e ottenere un CTR più alto. Nel 2026 Google ha completato quel percorso, eliminando la funzionalità per tutti.
Non si tratta di una penalizzazione: Google stessa conferma che i dati strutturati non utilizzati non causano alcun danno al posizionamento. È piuttosto una scelta di qualità dei risultati di ricerca, coerente con l’evoluzione verso motori sempre più orientati a modelli basati su entità e sull’intelligenza artificiale, dove conta l’affidabilità del contenuto più della sua capacità di “vestirsi” con markup accattivante.
Cosa significa per chi ha (o non ha) schema FAQ sul sito
Se il tuo ecommerce non ha mai utilizzato schema FAQ, l’impatto immediato è pressoché nullo. Se invece lo utilizzavi attivamente su schede prodotto o pagine di supporto, il cambiamento più concreto riguarda il CTR: la visibilità aggiuntiva che quel rich result garantiva in SERP non c’è più, quindi è ragionevole aspettarsi un lieve calo dei clic su quelle pagine specifiche, non un problema di indicizzazione o di ranking.
Vale però la pena separare due piani distinti. Il contenuto di domande e risposte ben scritto, chiaro e specifico, resta prezioso per altri motivi: continua ad alimentare i featured snippet e i box “le persone hanno chiesto anche”, e resta materiale facilmente estraibile dai crawler di ChatGPT, Perplexity e degli altri sistemi di intelligenza artificiale generativa, che continuano a leggere e utilizzare quel contenuto anche se Google non lo premia più con un rich result visivo. In altre parole: il markup non regala più visibilità su Google, ma il contenuto sottostante resta utile per l’ecosistema più ampio della ricerca AI.
Gli altri structured data da tenere d’occhio
La deprecazione delle FAQ non è un caso isolato. Nella stessa ondata di aggiornamenti, Google ha eliminato il supporto rich result anche per altri tipi di markup diventati ridondanti o poco affidabili nel tempo, come lo schema per gli annunci di veicoli usati (Vehicle Listing) o quello per gli stipendi stimati nelle offerte di lavoro (Estimated Salary), oltre allo schema ClaimReview usato per il fact-checking. Per un ecommerce, il messaggio di fondo è che Google sta progressivamente riducendo il valore degli structured data “cosmetici” e rafforzando quello degli schema core più direttamente legati al business: Product, Organization, Review e i dati di disponibilità e prezzo, che restano pienamente supportati e continuano a generare rich result concreti nelle pagine prodotto.
Cosa fare ora
Non serve rimuovere in fretta e furia lo schema FAQ dalle pagine esistenti: lasciarlo non causa danni, e resta utile per l’estrazione da parte dei sistemi AI. Ha invece senso verificare se si utilizzano dashboard o export automatizzati collegati ai dati FAQ della Search Console API e aggiornarli prima di agosto, per evitare sorprese nei report. Vale la pena anche ridirigere l’attenzione verso ciò che oggi genera davvero rich result e traffico qualificato: schema Product completo e aggiornato, recensioni verificate marcate correttamente, e contenuti di domande e risposte scritti pensando prima di tutto alla chiarezza per chi legge utente o macchina che sia.







