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ChatGPT Ads: cosa sono, come funzionano e quanto costano. Guida per l’ecommerce in Italia

ChatGPT Ads: come funzionano e quanto costano in Italia
ChatGPT Ads: come funzionano e quanto costano in Italia

ChatGPT Ads è il sistema pubblicitario di OpenAI che mostra annunci sponsorizzati sotto le risposte di ChatGPT agli utenti dei piani Free e Go. È attivo in Italia dal 26 agosto 2026, insieme ad altri 30 paesi europei, e dal 31 agosto gli inserzionisti europei possono comprare le campagne in autonomia tramite Ads Manager. Secondo Digiday, a meno di sei mesi dal primo test la piattaforma ha raggiunto un fatturato annualizzato di un miliardo di dollari.

Per chi vende online la notizia merita attenzione. Sempre più persone usano ChatGPT per orientarsi prima di un acquisto, e la pubblicità arriva proprio in quel momento: quando un utente chiede quale zaino da viaggio scegliere o quale integratore sia adatto a un certo obiettivo. Il modo in cui funziona, però, è diverso da tutto quello a cui Google Ads e Meta ci hanno abituato, a partire dall’assenza di parole chiave da comprare.

Questa guida ricostruisce cosa sono le ChatGPT Ads, come si comprano, quanto pesano nei numeri e cosa comportano per un ecommerce italiano. Ogni dato rimanda alla sua fonte, raccolta anche in coda.

Cosa sono le ChatGPT Ads e dove compaiono

Le ChatGPT Ads sono annunci a pagamento che compaiono in un riquadro etichettato come “sponsorizzato” sotto la risposta di ChatGPT, separati visivamente dal testo generato. Secondo la guida ufficiale di OpenAI, un annuncio è composto da nome e logo dell’inserzionista, un titolo, una descrizione, il link alla pagina di destinazione e un’immagine. Niente video, almeno per ora.

Chi vede gli annunci e chi no

Vedono gli annunci solo gli utenti adulti che hanno effettuato l’accesso con il piano gratuito o con il piano Go, il più economico tra quelli a pagamento. Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education restano senza pubblicità, e gli account riconosciuti come appartenenti a minori di 18 anni non ricevono annunci. Lo ha chiarito OpenAI nel post con cui ha annunciato la sperimentazione a febbraio 2026, insieme a tre principi ripetuti in ogni comunicazione successiva: gli annunci non influenzano le risposte, gli inserzionisti non vedono le conversazioni e ricevono solo dati aggregati, e la salute, la salute mentale e la politica restano fuori dal perimetro pubblicitario.

Come viene scelto l’annuncio da mostrare

La selezione si basa sul contesto della conversazione in corso e sull’intento che esprime, sul contenuto della pagina di destinazione, sulle indicazioni tematiche fornite dall’inserzionista e, se l’utente ha lasciato attiva la personalizzazione, su segnali provenienti dalla sua attività più ampia su ChatGPT. L’esempio usato da OpenAI e ripreso da Search Engine Land il 9 febbraio è semplice: chi chiede ricette può vedere l’annuncio di un servizio di meal kit o di consegna della spesa.

L’utente mantiene un margine di controllo ampio. Può chiudere l’annuncio, consultare e cancellare la cronologia degli annunci visti, disattivare la personalizzazione e, nel caso del piano gratuito, rinunciare del tutto alla pubblicità accettando un numero inferiore di messaggi giornalieri.

ChatGPT Ads in Italia: da quando e come si accede

ChatGPT Ads è disponibile in Italia dal 26 agosto 2026, prima tramite il team Ads Solutions di OpenAI e le agenzie partner, poi, dal 31 agosto, in modalità self-service per gli inserzionisti idonei. Il percorso che ha portato fin qui è stato rapido e conviene ripercorrerlo, perché spiega a che punto di maturità si trova la piattaforma.

Il test è partito negli Stati Uniti il 9 febbraio 2026, con un gruppo ristretto di grandi inserzionisti. A marzo sono arrivati Canada, Australia e Nuova Zelanda. A giugno OpenAI ha annunciato l’estensione a Regno Unito, Giappone, Corea del Sud, Brasile e Messico, come riportato da Search Engine Land l’8 giugno, con attivazioni completate nelle settimane successive.

Il 18 agosto è arrivato l’annuncio più atteso da questa parte dell’Atlantico. Nel post ChatGPT Ads expands across Europe OpenAI ha elencato 31 mercati europei, tra cui Germania, Francia, Spagna, Italia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Austria, con partenza dal 26 agosto. Nella prima fase le campagne erano acquistabili solo tramite il team Ads Solutions, le agenzie partner e i partner tecnologici; l’accesso diretto ad Ads Manager era promesso per la fine dell’estate. Search Engine Land ha definito questa espansione la più grande dal lancio.

La promessa è stata mantenuta in fretta. Il 31 agosto Digiday ha riportato l’apertura del self-service in tutti i 31 mercati europei per gli inserzionisti idonei nelle categorie approvate, con una dichiarazione di Dave Dugan, vicepresidente delle soluzioni pubblicitarie globali di OpenAI: l’estensione dell’accesso diretto in Europa “apre questa opportunità alle aziende di ogni dimensione, dalle startup che costruiscono la prima campagna ai grandi brand che cercano nuove strade per crescere”.

Come fare pubblicità su ChatGPT: Ads Manager, costi e formati

Le ChatGPT Ads si acquistano tramite Ads Manager, la piattaforma self-service di OpenAI, con offerte a CPM, a CPC o a CPC ottimizzato per le conversioni, e senza una spesa minima. Non è sempre stato così, e la strada percorsa in pochi mesi dice molto sulla direzione presa.

Da 250.000 dollari a zero: l’apertura ai piccoli inserzionisti

Nei primi mesi la pubblicità su ChatGPT era riservata a chi poteva impegnare almeno 250.000 dollari. Ad aprile 2026, con il primo test di Ads Manager, la soglia è scesa a 50.000 dollari e il modello era esclusivamente a CPM, con un prezzo di 60 dollari per mille impression, secondo la ricostruzione di PPC Land. Tra i primi inserzionisti figuravano Target, Ford, Mrs. Meyer’s e Adobe.

Il 5 maggio OpenAI ha aperto Ads Manager a tutti gli inserzionisti statunitensi, comprese piccole imprese e startup, e ha eliminato la spesa minima. Digiday ha riportato anche le categorie ammesse in quella fase: beni per la casa e di largo consumo, servizi locali, viaggi e intrattenimento, prodotti digitali e formazione, con l’impegno ad allargarle man mano che l’infrastruttura di conformità matura. Per l’Europa OpenAI parla genericamente di “categorie approvate”, quindi un ecommerce che opera in settori non presenti in quell’elenco farà bene a verificare l’idoneità prima di pianificare un test.

Quanto costano le ChatGPT Ads: CPM, CPC e oCPC

Al CPM iniziale si è affiancato in primavera il costo per click, mentre il costo per azione è stato più volte indicato come in sviluppo, senza una data. Il 7 agosto è arrivato un passo intermedio importante per chi lavora a performance: le campagne oCPC, cioè a costo per click ottimizzato verso le conversioni, in beta per le campagne da feed prodotto. Come spiega Search Engine Land, il modello consente di ottimizzare verso le conversioni continuando a pagare per click, e permette di clonare le campagne CPC esistenti o crearne in blocco per agevolare la migrazione.

Sul prezzo effettivo non esistono ancora benchmark pubblici affidabili: il CPM di 60 dollari riguardava la fase pilota americana e con l’introduzione dell’asta i costi dipendono dalla concorrenza sul singolo contesto. OpenAI sta inoltre testando un formato con più inserzionisti nello stesso spazio, con un’asta al secondo prezzo, al posto del singolo annuncio sponsorizzato. Per chi investe significa più concorrenza diretta dentro la stessa conversazione; per l’utente, una scelta più ampia nelle richieste ad alta intenzione d’acquisto.

Le campagne da feed prodotto

Per l’ecommerce la funzione più rilevante è arrivata il 12 maggio 2026: gli annunci generati dal feed prodotto. Il rivenditore collega il proprio feed a ChatGPT e la piattaforma costruisce da sola gli annunci a partire da nome, immagini e attributi dei prodotti, entro regole stabilite dal brand su quali articoli includere. Search Engine Land sottolinea un passaggio che cambia la logica del canale: gli stessi dati di prodotto che prima alimentavano solo le risposte organiche di ChatGPT ora alimentano anche le campagne a pagamento. Presenza organica e presenza pubblicitaria nascono dalla stessa fonte.

L’analista Debra Aho Williamson ha definito l’automazione da feed un requisito minimo per una piattaforma pubblicitaria moderna, individuando il vantaggio di ChatGPT negli annunci basati sull’intento conversazionale. Da agosto è in test anche un carosello multiprodotto che mostra più articoli in un solo annuncio, il formato più vicino agli Shopping ads che un ecommerce già conosce.

Targeting e misurazione

Il targeting resta volutamente leggero. Le indicazioni tematiche, o context hints, sono descrizioni in linguaggio naturale dei tipi di richiesta in cui si vuole comparire, e funzionano come guida, non come corrispondenza esatta di parole chiave. A queste si aggiungono il targeting geografico, che a luglio ha guadagnato la geolocalizzazione fine e le esclusioni di liste di pubblico secondo Search Engine Roundtable, e i pubblici personalizzati citati nell’annuncio europeo. Al momento non risulta una segmentazione demografica o per interessi paragonabile a quella di Meta.

Sul fronte della misurazione OpenAI offre un pixel proprietario, che l’inserzionista non può sostituire con il proprio, una Conversions API e integrazioni con piattaforme terze come Triple Whale, Sonar Optimize e Hightouch. Dal 17 agosto l’Automatic Advanced Matching è attivo per impostazione predefinita su tutti i pixel per rafforzare i segnali di conversione, e i parametri dinamici aggiungono automaticamente agli URL di destinazione gli identificativi di campagna, gruppo e annuncio. Ads Manager restituisce impression, click, spesa, tasso di click, costi medi e conversioni quando il tracciamento è configurato.

ChatGPT Ads funzionano? Cosa dicono i numeri

I numeri di ChatGPT Ads raccontano una crescita molto rapida sul lato dei ricavi e una piattaforma ancora giovane sul lato della qualità della distribuzione. Le due cose vanno lette insieme.

La crescita del business

Digiday ha calcolato un fatturato annualizzato di un miliardo di dollari a meno di 200 giorni dal lancio, pari a circa 83 milioni al mese, con ricavi effettivi stimati intorno ai 330 milioni fino ad agosto. L’obiettivo dichiarato per il 2026 è di 2,5 miliardi e l’ambizione per il 2030 di 100 miliardi di dollari di ricavi annualizzati, una traiettoria che richiederebbe una crescita composta superiore al 200% l’anno. Sono cifre che spiegano la velocità con cui OpenAI sta aprendo mercati e formati.

La pertinenza degli annunci

Sul lato della distribuzione i dati indipendenti sono più sfumati. Uno studio di SE Ranking ripreso da Search Engine Land ha analizzato oltre 50.000 prompt commerciali in 20 nicchie e ha trovato annunci sponsorizzati nel 25,94% dei casi, non lontano dal 29,45% di AI Mode di Google. La pertinenza però non è ancora quella dei canali maturi: il 14,35% degli annunci era di fatto scollegato dal prompt accanto a cui compariva, con punte oltre il 50% in categorie come relazioni e attualità.

Un altro dato colpisce chi lavora anche sull’organico: solo il 3,63% degli inserzionisti compariva anche tra le fonti citate nella risposta sopra il proprio annuncio, e l’URL esatto della pagina pubblicizzata veniva citato nello 0,09% dei casi. Comprare visibilità pubblicitaria e ottenere visibilità organica nelle risposte sono, almeno per ora, due partite separate.

Il mercato si sta attrezzando anche sul fronte dell’intelligence competitiva. Adthena ha lanciato una piattaforma che monitora oltre 300.000 prompt al giorno per rilevare quali brand fanno pubblicità su ChatGPT, con quali messaggi e con quale quota di voce, integrando i dati con quelli di Google Ads. La possibilità di osservare i concorrenti è il segnale che un canale sta uscendo dalla fase sperimentale.

ChatGPT Ads per l’ecommerce: cosa cambia davvero

Per un negozio online italiano ChatGPT Ads è un nuovo canale a pagamento che intercetta la fase di scelta del cliente, con un funzionamento diverso dalla search e dal social e con alcuni limiti da conoscere prima di investire.

Perché la pubblicità conversazionale non è search

Su Google l’inserzionista compra parole chiave e compete su una query breve. Su ChatGPT l’utente scrive frasi complete, spesso con vincoli espliciti di budget, uso e preferenze, e l’annuncio viene abbinato all’intento della conversazione. Non ci sono keyword da comprare: il controllo passa dalle parole ai temi. Nella stessa risposta compare per lo più un solo annuncio, e la risposta stessa non è condizionata dalla pubblicità. Un prodotto può essere raccomandato nel testo senza avere alcun annuncio, oppure avere l’annuncio senza essere citato, come mostrano i dati SE Ranking. Chi imposta una campagna deve quindi aspettarsi volumi inferiori rispetto alla search, ma un contesto di intenzione spesso più ricco.

Chi ha senso che provi per primo

Le categorie ammesse al momento dell’apertura americana, beni per la casa e di largo consumo, viaggi, prodotti digitali, formazione e servizi locali, indicano i settori in cui il test è più immediato. I brand con un feed prodotto curato hanno un vantaggio evidente, perché le campagne da feed e il carosello riducono il lavoro creativo e sfruttano dati che l’ecommerce mantiene già per Google Merchant Center. Le aziende con un pubblico che usa ChatGPT gratuitamente per informarsi troveranno più inventario di quelle che si rivolgono a professionisti con account aziendali, che non vedono annunci.

Come impostare un test sensato

Un test ragionevole parte dal feed e dalla misurazione, non dalla creatività. Collegare il feed prodotto, installare il pixel di OpenAI insieme alla Conversions API, attivare una campagna oCPC su un gruppo di prodotti a margine noto e lasciarla girare per alcune settimane permette di raccogliere un costo per conversione confrontabile con Google Shopping e con i canali social. I parametri dinamici negli URL consentono di leggere il traffico nel sistema di analytics senza configurazioni particolari. Le indicazioni tematiche vanno scritte come farebbe un cliente che pone la domanda, non come un elenco di parole chiave, e riviste guardando quali conversazioni hanno generato le conversioni.

Una parte del test riguarda la brand safety. OpenAI limita gli annunci accanto a contenuti sensibili, ma il 14% di annunci scollegati dal contesto misurato da SE Ranking suggerisce di controllare periodicamente dove si compare, con strumenti come quello di Adthena o con verifiche manuali sui prompt più rilevanti per il proprio settore.

I limiti da conoscere

Gli annunci raggiungono solo gli utenti dei piani Free e Go, quindi l’inventario è una frazione dell’uso complessivo di ChatGPT. Il formato è statico, senza video. Il costo per azione puro non è ancora disponibile e la misurazione di terze parti è in costruzione. Le categorie ammesse sono limitate e potrebbero escludere temporaneamente alcuni settori. E, come per ogni piattaforma giovane, prezzi e regole cambiano di mese in mese: PPC Land ha paragonato l’attuale Ads Manager alle prime versioni del self-service di Facebook, una base solida che richiede pazienza. Chi entra ora impara prima degli altri, ma deve mettere in conto qualche settimana di assestamento.

Domande frequenti su ChatGPT Ads

Che cosa sono le ChatGPT Ads?

Sono annunci a pagamento che OpenAI mostra in un riquadro etichettato come sponsorizzato sotto le risposte di ChatGPT. Compaiono solo agli utenti adulti dei piani Free e Go, sono abbinati al contesto della conversazione e non influenzano il contenuto delle risposte generate.

ChatGPT Ads è disponibile in Italia?

Sì. Dal 26 agosto 2026 ChatGPT Ads è attivo in Italia e in altri 30 paesi europei, inizialmente tramite il team Ads Solutions di OpenAI e le agenzie partner. Dal 31 agosto 2026 gli inserzionisti europei idonei possono acquistare le campagne in autonomia tramite Ads Manager.

Quanto costano le ChatGPT Ads?

Da maggio 2026 non esiste una spesa minima. Nella fase pilota di aprile il CPM era di 60 dollari per mille impression; oggi sono disponibili offerte a CPM, a CPC e a CPC ottimizzato per le conversioni, con prezzi che dipendono dall’asta. Il costo per azione puro è ancora in sviluppo.

Come funzionano le campagne da feed prodotto su ChatGPT?

Il rivenditore collega il proprio feed prodotto a ChatGPT e la piattaforma genera gli annunci da nome, immagini e attributi dei prodotti, entro regole scelte dal brand. Le campagne da feed supportano l’offerta oCPC in beta e un formato carosello multiprodotto in test da agosto 2026.

Gli inserzionisti vedono le conversazioni degli utenti?

No. OpenAI dichiara che gli inserzionisti ricevono solo dati aggregati di performance, senza accesso a chat, cronologia o memorie degli utenti. In Ads Manager sono disponibili impression, click, spesa, tasso di click, costi medi e conversioni, se il tracciamento tramite pixel o Conversions API è configurato.

Fare pubblicità su ChatGPT aiuta a essere citati nelle risposte?

No. Secondo lo studio SE Ranking di agosto 2026, solo il 3,63% degli inserzionisti compariva tra le fonti citate nella risposta sopra il proprio annuncio. La visibilità pubblicitaria e la presenza organica nelle risposte di ChatGPT sono due obiettivi distinti che richiedono lavori diversi.

Fonti

OpenAI, ChatGPT Ads expands across Europe, 18 agosto 2026.

OpenAI, Testing ads in ChatGPT, 9 febbraio 2026, aggiornato 11 agosto 2026.

OpenAI Help Center, Ads in ChatGPT: The Basics.

Anu Adegbola, ChatGPT Ads are expanding to 31 European countries, Search Engine Land, 19 agosto 2026.

Anu Adegbola, OpenAI starts testing ChatGPT ads, Search Engine Land, 9 febbraio 2026.

Anu Adegbola, OpenAI to expand ChatGPT ads to new markets & test multi-advertiser placements, Search Engine Land, 8 giugno 2026.

Anu Adegbola, ChatGPT Ads rolls out oCPC campaigns, AAM and product carousels, Search Engine Land, 7 agosto 2026.

Anu Adegbola, OpenAI adds product feed ads to ChatGPT, Search Engine Land, 12 maggio 2026.

Anu Adegbola, Study: ChatGPT ads appear on 26% of commercial prompts, Search Engine Land, 10 agosto 2026.

Anu Adegbola, Adthena launches ChatGPT ads intelligence platform, Search Engine Land, 2026.

Seb Joseph e Krystal Scanlon, OpenAI’s ChatGPT ads business hits $1 billion run rate as Europe gets self-serve access, Digiday, 31 agosto 2026.

Krystal Scanlon, OpenAI opens up ChatGPT ads manager to the U.S. while promising third-party measurement, CPA bidding, Digiday, 5 maggio 2026.

Luis Rijo, OpenAI’s ads manager is live and the barrier to entry just dropped, PPC Land, 13 aprile 2026.

Barry Schwartz, Daily Search Forum Recap: July 15, 2026, Search Engine Roundtable, 15 luglio 2026.

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Andrea Santo Sabato
Andrea Santo Sabato è fondatore e Head of SEO di Natural Index, realtà tra i principali player europei nell’ambito della SEO e della Generative Search Optimization. Attivo nella search engine optimization dal 2003, è una delle figure che hanno contribuito a consolidare e far evolvere la disciplina in Italia, portandola progressivamente oltre la sola dimensione tecnica del ranking e verso modelli più avanzati di rilevanza, trust, visibilità naturale e ottimizzazione per ambienti di ricerca ibridi. Nel corso della sua carriera ha lavorato su oltre 800 progetti, seguendo brand, aziende, portali editoriali ed e-commerce nazionali e internazionali. Natural Index cura alcuni tra i più importanti portali online, tra cui RTL 102.5, Kappa, K-way, Volksbank e molti altri. Dal 2006 al 2011 Santo Sabato è stato responsabile SEO di due tra i maggiori e-commerce fashion internazionali, maturando un’esperienza diretta su mercati altamente competitivi, architetture complesse e modelli di crescita organica ad alta intensità strategica. Oggi il suo lavoro si concentra sull’evoluzione della visibilità digitale in un contesto in cui motori di ricerca, sistemi generativi, AI Overview, motori di risposta e voice search ridefiniscono il modo in cui brand, prodotti e contenuti vengono trovati, selezionati, interpretati e sintetizzati. In questo scenario, Santo Sabato è riconosciuto tra i principali esperti italiani di SEO, AI Search Optimization e Generative Search Optimization, con un approccio che considera la SEO non come una semplice attività tecnica, ma come una disciplina strategica di costruzione della riconoscibilità digitale. Esperto di Digital Marketing, collabora attivamente con il Digital Marketing Institute su progetti e attività legati al digital marketing. È CEO e co-founder di Mediasoft e, dal 2021, collabora come human tester con il principale motore di ricerca a livello mondiale, attività che si inserisce in un percorso professionale costantemente orientato all’analisi dell’evoluzione dei sistemi di ricerca, delle dinamiche algoritmiche e delle trasformazioni del comportamento informativo degli utenti. Dal 2016, insieme ad Andrea De Siano, elabora il modello tecnico-teorico della “SEO Naturale”, una visione che supera la contrapposizione tra ottimizzazione e naturalezza e interpreta il posizionamento organico come risultato di coerenza sistemica, pertinenza relativa e qualità informativa. Dal 2021, sempre con De Siano, lavora allo sviluppo di un modello integrato di cross optimization tra SEO, GEO e Voice Search Optimization, con l’obiettivo di rendere i brand leggibili non solo nei motori di ricerca tradizionali, ma anche negli ambienti generativi e conversazionali. Questa traiettoria trova una sintesi nel libro Oltre l’algoritmo. Governare la visibilità, scritto con Andrea De Siano ed edito da Santelli. Il volume non è un manuale SEO nel senso tradizionale del termine, ma una riflessione critica sulla trasformazione della visibilità digitale: dal ranking alla rilevanza, dalla posizione alla comprensibilità, dalla produzione di contenuti alla costruzione di sistemi informativi capaci di generare autorevolezza, riconoscibilità e centralità nelle ricerche tradizionali e generative. La sua attività unisce consulenza strategica, ricerca applicata, divulgazione e formazione. Insegna SEO/SEM e Digital Touristic Strategies presso il Master in Tourism & Hospitality Management dell’Università Parthenope di Napoli e svolge attività di consulenza, formazione e divulgazione per aziende nazionali e internazionali. “La nuova visibilità non si conquista inseguendo l’algoritmo, ma costruendo un’identità informativa così chiara e coerente da poter essere compresa, selezionata e raccontata correttamente anche dall’intelligenza artificiale.”