Home Filiera Ecommerce Aspetti legali Pacchi extra UE, dal 1° novembre la tassa europea di gestione si...

Pacchi extra UE, dal 1° novembre la tassa europea di gestione si somma al dazio da 3 euro. Cosa cambia per marketplace, venditori e prezzi

Dal 1° novembre 2026 ogni articolo venduto online da un Paese extra UE a un cliente nell’Unione paga una tassa di gestione doganale di 2 euro. Si aggiunge al dazio forfettario da 3 euro in vigore dal 1° luglio sui pacchi extra UE di valore fino a 150 euro, e porta a 5 euro il prelievo fisso per ogni articolo, IVA esclusa. La tassa nazionale italiana da 2 euro, invece, slitta al 1° gennaio 2027. Per chi vende online cambia il confronto di prezzo con le piattaforme extraeuropee, proprio all’inizio del periodo di vendite più intenso dell’anno.

Dal 1° novembre ogni articolo extra UE paga 2 euro di gestione

La tassa di gestione doganale, chiamata anche handling fee, è un prelievo fisso di 2 euro per ogni articolo acquistato online e spedito al cliente da fuori dell’Unione. Serve a coprire i costi dei controlli doganali sui piccoli pacchi, cresciuti con il commercio elettronico, e si applica dal 1° novembre 2026.

È prevista dal nuovo Codice doganale dell’Unione, il regolamento (UE) 2026/2108, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione il 19 settembre 2026. L’importo è fissato dal regolamento delegato (UE) 2026/2152 della Commissione europea, del 21 settembre 2026, e sarà rivisto ogni due anni per restare proporzionato ai costi effettivi dei controlli.

Il percorso è stato rapido. Il Consiglio dell’Unione europea ha dato il via libera definitivo alla riforma del Codice doganale il 3 settembre 2026, il nuovo Codice è entrato in vigore il 20 settembre e gli Stati membri devono applicare la tassa di gestione dal 1° novembre. Per le dogane italiane si tratta di adeguare i sistemi a un prelievo calcolato articolo per articolo.

La dimensione del fenomeno spiega la misura. Secondo la Commissione europea, nel 2025 sono entrati nell’Unione 5,9 miliardi di articoli di basso valore acquistati online, quattro volte il volume del 2022.

Sui pacchi extra UE dazio e tassa di gestione si sommano

Dal 1° luglio 2026 l’Unione ha superato l’esenzione doganale per le spedizioni di valore fino a 150 euro e applica in via transitoria un dazio forfettario di 3 euro. Con la tassa di gestione, il prelievo fisso arriva a 5 euro per articolo, a cui si aggiunge l’IVA.

Il dazio forfettario resta in vigore fino al 1° luglio 2028, in attesa del nuovo sistema doganale digitale europeo. Le regole applicative contano gli articoli per tipologia di prodotto dichiarata in dogana: più pezzi identici dello stesso prodotto valgono come un solo articolo, mentre prodotti diversi nello stesso pacco contano separatamente.

Un esempio, con cifre ipotetiche, chiarisce l’effetto. Un ordine di due prodotti diversi da 7 euro ciascuno, spedito da un venditore extra UE, sconta 6 euro di dazio e 4 euro di tassa di gestione, prima dell’IVA: 10 euro di prelievi fissi su 14 euro di merce.

La tassa di gestione entra nella base imponibile dell’IVA

Con le linee guida sul commercio elettronico del 7 ottobre 2026, aggiornate alla luce del nuovo Codice doganale, la Commissione europea ha qualificato i 2 euro come spesa accessoria alla fornitura. La tassa di gestione va quindi inclusa nella base su cui si calcola l’IVA. Per chi vende con lo sportello unico per le importazioni, il sistema IOSS che permette di riscuotere l’IVA al momento della vendita per le spedizioni fino a 150 euro, la tassa entra quindi nel calcolo dell’imposta addebitata al cliente.

Le condizioni di applicazione sono tre: la vendita è effettuata da un soggetto passivo o da una piattaforma che opera come fornitore presunto, il cliente si trova nell’Unione e la merce si trova fuori dal territorio doganale dell’Unione al momento della vendita.

L’ultima condizione è quella con più conseguenze pratiche. La merce già presente in un magazzino nell’Unione al momento della vendita resta fuori dal perimetro della tassa di gestione: per un venditore extraeuropeo, portare le scorte in Europa diventa un modo per evitarla.

La tassa italiana da 2 euro slitta al 1° gennaio 2027

Accanto ai prelievi europei, l’Italia ha previsto un proprio contributo di 2 euro sulle spedizioni extra UE di valore fino a 150 euro, introdotto dalla legge di bilancio 2026, la legge 30 dicembre 2025, n. 199, all’articolo 1, commi da 126 a 128.

L’avvio è stato rinviato più volte: al 1° ottobre 2026, poi al 1° dicembre con il decreto-legge 162/2026 e infine al 1° gennaio 2027 con il decreto-legge sull’autotrasporto. Il Ministero dell’Economia ha chiarito che il contributo nazionale si cumulerà con il dazio europeo, perché si tratta di misure diverse.

Dal 2027, quindi, un articolo spedito in Italia da un Paese extra UE potrebbe sostenere fino a tre prelievi fissi. Secondo le associazioni del settore, la differenza tra Paesi potrebbe spingere alcuni marketplace extraeuropei a far arrivare la merce in altri hub europei e a spedirla poi in Italia su strada.

I marketplace riscuotono i prelievi come fornitori presunti

Per le vendite a distanza di beni importati in spedizioni fino a 150 euro, il marketplace che facilita la vendita è considerato fornitore presunto ai fini dell’IVA. È quindi la piattaforma a gestire imposta e prelievi verso le autorità, e a decidere come trasferirli sul prezzo pagato dal cliente.

La scelta incide sulla trasparenza verso il consumatore. Il Codice del Consumo chiede di indicare il prezzo totale comprensivo di imposte e oneri prima dell’acquisto, e i nuovi prelievi rendono più importante mostrare il costo finale già nella pagina del prodotto, invece di scoprirlo al checkout.

Per i venditori che lavorano in dropshipping con fornitori extraeuropei la situazione è la stessa: se la merce parte da fuori dell’Unione al momento della vendita, ogni articolo sconta i nuovi prelievi, con un effetto diretto sui margini dei prodotti a basso prezzo.

Per i venditori europei la concorrenza sul prezzo si riequilibra

Le vendite tra Paesi dell’Unione restano fuori da dazio e tassa di gestione, che riguardano solo i pacchi extra UE. Per un negozio italiano che vende prodotti a basso prezzo, la distanza con le offerte extraeuropee si riduce di almeno 5 euro per articolo, una differenza rilevante sugli acquisti da pochi euro. In un ordine con più prodotti diversi, poi, i prelievi si moltiplicano per ogni articolo, e il vantaggio delle piattaforme extraeuropee sui carrelli misti si riduce ancora.

Il vantaggio si concentra nelle categorie a scontrino basso: accessori, piccola elettronica, abbigliamento economico, articoli per la casa. È lì che le piattaforme extraeuropee hanno costruito il proprio successo, e lì il prelievo fisso pesa di più in proporzione al prezzo.

Il riequilibrio va letto con prudenza. Le piattaforme possono rispondere spostando scorte nei magazzini europei, riorganizzando le spedizioni o assorbendo parte dei costi, e il comportamento dei consumatori dipenderà da quanto il prezzo finale cambierà davvero. Per i negozi italiani è un’occasione da cogliere con prezzi chiari e consegne rapide, gli stessi elementi su cui si gioca il picco di fine anno.

Gli ecommerce devono verificare acquisti, prezzi e scorte

Le verifiche da fare riguardano chi compra all’estero per rivendere, chi vende su marketplace con fornitori extraeuropei e chi compete con le piattaforme di prodotti a basso prezzo. Tutti hanno interesse a ricalcolare costi e prezzi dei pacchi extra UE prima delle promozioni di novembre.

  1. Ricalcolare il costo degli articoli acquistati da fornitori extraeuropei e spediti direttamente ai clienti, con dazio, tassa di gestione e IVA.
  2. Valutare se tenere scorte in un magazzino nell’Unione per i prodotti a maggiore rotazione.
  3. Mostrare il prezzo totale comprensivo di oneri nella pagina del prodotto, nel rispetto delle regole sulla trasparenza dei prezzi, comprese quelle della direttiva Omnibus.
  4. Per chi compete con le piattaforme extraeuropee, rivedere i prezzi delle categorie a scontrino basso e valorizzare tempi e costi di consegna.
  5. Seguire l’avvio della tassa italiana dal 1° gennaio 2027 e aggiornare le stime di costo per il nuovo anno.

Le stesse verifiche servono anche a preparare la pagina delle promozioni, dove il prezzo finale è il primo elemento di confronto.

NB. Questo articolo ha carattere informativo: per i casi specifici è opportuno rivolgersi a un consulente doganale o al proprio commercialista.

Domande frequenti sui pacchi extra UE

Quanto costa in più un acquisto online da un Paese extra UE?

Dal 1° novembre 2026 si pagano 2 euro di tassa di gestione doganale per articolo, oltre al dazio forfettario da 3 euro in vigore dal 1° luglio per le spedizioni di valore fino a 150 euro. Il prelievo fisso arriva così a 5 euro per articolo, a cui si aggiunge l’IVA, calcolata anche sulla tassa di gestione.

Quando parte la tassa italiana sui piccoli pacchi?

Il contributo nazionale di 2 euro sulle spedizioni extra UE fino a 150 euro, previsto dalla legge di bilancio 2026, è stato rinviato più volte e dovrebbe partire dal 1° gennaio 2027. Il Ministero dell’Economia ha chiarito che si sommerà ai prelievi europei, perché si tratta di misure diverse.

Chi paga la tassa di gestione su un marketplace?

Per le vendite a distanza di beni importati in spedizioni fino a 150 euro, il marketplace è considerato fornitore presunto ai fini dell’IVA e gestisce imposta e prelievi verso le autorità. Come trasferirli sul prezzo pagato dal cliente dipende dalla politica commerciale della piattaforma.

La tassa di gestione si applica alle vendite tra Paesi dell’Unione?

Le vendite tra Paesi dell’Unione restano fuori dal perimetro. La tassa di gestione riguarda le vendite in cui la merce si trova fuori dal territorio doganale dell’Unione al momento della vendita, con il cliente nell’Unione. La merce già presente in un magazzino europeo resta quindi esclusa.

Articolo precedenteGlossario della logistica e della supply chain, le sigle e i termini spiegati con esempi per l’ecommerce
Angelica Maftei: dalla finanza alla leadership nell'e-commerce Un percorso formativo e professionale internazionale Laureata in Economia, Angelica Maftei inizia la sua carriera nel settore finanziario presso la Directia Generala a Finantelor Publice si Controlului Financiar de Stat Romania (oggi ANAF, equivalente al MEF in Italia). Successivamente, prosegue il suo percorso presso il Ministero della Difesa Nazionale in Romania, dimostrando da subito le sue capacità organizzative e analitiche. Spinta dal grande sogno di un’esperienza internazionale, si trasferisce in Italia, dove avvia una brillante carriera in Jusan Network, ricoprendo ruoli di responsabilità sempre più rilevanti e diventando una figura di riferimento nell'ecosistema dell'e-commerce e della formazione digitale. Il contributo a EcommerceGuru e agli eventi della EcommerceCommunity Dal 2010, Angelica Maftei coordina il team editoriale di EcommerceGuru.it, piattaforma di riferimento per professionisti e aziende, contribuendo attivamente alla creazione di contenuti di valore e scrivendo articoli su tematiche di innovazione, digitale ed e-commerce. È inoltre protagonista nell'ideazione e nella gestione di eventi di grande impatto come EcommerceWeek, una settimana dedicata alla formazione verticale sui temi del digitale, ed EcommerceTalk, un format live di domande e risposte con esperti del settore. Grazie alla sua visione e capacità organizzativa, questi eventi sono diventati appuntamenti imperdibili per la EcommerceCommunity. Leadership negli eventi della EcommerceCommunity e Accademia B2B Angelica coordina l’intera attività didattica della EcommerceCommunity e dell’Accademia B2B, gestendo con successo il Comitato Scientifico, la selezione degli speaker e la pianificazione dei programmi. Il suo impegno si estende alla gestione dei team operativi, alla supervisione logistica e alla creazione di partnership strategiche, garantendo un alto livello di qualità e coinvolgimento per tutti gli eventi. EcommerceDay: numeri e successi Angelica ha giocato un ruolo cruciale nel successo di EcommerceDay, uno degli eventi più influenti del settore, che vanta numeri straordinari: 11 edizioni, oltre 70.300 partecipanti, 320 speaker, 650 brand e istituzioni coinvolti e la partecipazione di 18 Paesi. Il suo contributo ha trasformato EcommerceDay in una piattaforma di innovazione e networking globale. Una filosofia di lavoro ispiratrice Per Angelica, il successo si basa su una solida collaborazione di squadra. Come lei stessa afferma: "Possiamo vincere qualsiasi sfida solo se tutti i membri del gruppo lavorano con lo stesso entusiasmo e per gli stessi obiettivi."