
Il mercato italiano del Buy Now Pay Later è diventato un terreno di scontro diretto tra due player che, pur partendo da approcci diversi, si contendono oggi gli stessi merchant e gli stessi consumatori. Da un lato Scalapay, nata a Milano e cresciuta rapidamente puntando sul mercato mediterraneo. Dall’altro Klarna, colosso svedese con ambizioni globali che negli ultimi anni ha intensificato la sua presenza nel nostro Paese. Per chi gestisce un ecommerce, capire le differenze tra le due piattaforme non è un esercizio teorico: significa scegliere il partner di pagamento giusto per il proprio pubblico.
Due strategie di espansione a confronto
Scalapay ha costruito la propria crescita italiana partendo dalle categorie moda e beauty, stringendo accordi con brand locali e marketplace nazionali. La sua proposta si è concentrata sulla semplicità di integrazione per le piccole e medie imprese, un pubblico che in Italia rappresenta la stragrande maggioranza dei venditori online.
Klarna, al contrario, è arrivata forte di un’infrastruttura già consolidata in Nord Europa e di un app consumer che punta a diventare un vero e proprio hub di shopping, non solo uno strumento di pagamento dilazionato. Questo approccio le permette di offrire ai merchant anche funzionalità di marketing e fidelizzazione, oltre alla semplice rateizzazione.
Per i professionisti dell’ecommerce, la scelta tra le due piattaforme dipende quindi da fattori concreti:
- Pubblico di riferimento: se il target è giovane e orientato a moda/beauty, Scalapay ha storicamente un posizionamento più forte in queste categorie in Italia.
- Esigenze di integrazione: entrambe offrono plugin per le principali piattaforme ecommerce (Shopify, WooCommerce, Magento), ma i tempi e la complessità di attivazione possono variare.
- Costi per il merchant: le commissioni applicate ai venditori variano in base a volumi e categoria merceologica, ed è sempre consigliabile richiedere un preventivo aggiornato a entrambi i provider prima di scegliere.
Cosa cambia per i consumatori italiani
Dal punto di vista dell’utente finale, la competizione tra i due operatori si traduce in un beneficio diretto: più opzioni di pagamento dilazionato, condizioni più trasparenti e, in alcuni casi, promozioni dedicate durante i periodi di picco come il Black Friday o i saldi stagionali. Resta però centrale il tema della sostenibilità del debito al consumo: entrambe le piattaforme sono soggette a un’attenzione crescente da parte del regolatore europeo, che negli ultimi anni ha rafforzato gli obblighi di trasparenza informativa per i servizi di rateizzazione, secondo quanto riportato dalle principali fonti di settore.
Cosa considerare prima di integrare un servizio BNPL
Per chi gestisce un negozio online e valuta se e quale servizio BNPL adottare, alcuni punti meritano attenzione:
- Verificare la compatibilità con il proprio CMS o piattaforma ecommerce, evitando soluzioni che richiedano sviluppo custom complesso.
- Analizzare l’impatto sul tasso di conversione: diversi merchant italiani riportano un aumento del valore medio del carrello quando viene offerta un’opzione di pagamento a rate, anche se i dati precisi variano da settore a settore.
- Valutare le condizioni contrattuali relative a resi e rimborsi, che possono differire sensibilmente tra i provider.
- Considerare l’esperienza utente complessiva, dal checkout fino alla gestione delle rate nell’app del provider.
Un mercato destinato a consolidarsi
La battaglia tra Scalapay e Klarna in Italia è probabilmente solo all’inizio. Con l’ingresso di nuovi attori e l’attenzione crescente delle autorità di vigilanza finanziaria, i merchant italiani si troveranno presto a scegliere non solo in base al costo del servizio, ma anche in base alla solidità regolatoria e alla capacità di adattarsi a un quadro normativo europeo sempre più stringente. Per chi vende online, monitorare questa evoluzione non è un’opzione: è parte integrante della strategia di pagamento del proprio negozio.






