La vendita online di Vino in Italia | Ecommerce Guru

Vino e vendita online: un rapporto ancora difficile in Italia

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Se per questo prodotto specifico le difficoltà sono legate a una reticenza nell’abbandonare i canali di vendita usuali, a causa della loro capillarità ed alla realtà di un prodotto fortemente radicato nella cultura popolare, i problemi che permangono fortemente, sono quelli legati ad un’ottimizzazione dell’iter burocratico e dei rischi connessi alla spedizione, oltre all’aspetto emozionale legato all’acquisto fisico.

L'Italia è tra i maggiori produttori, ma la Cina ci batte nella vendita online: 44,4 milioni di ettolitri per anno e un giro d’affari di 14,6 miliardi di euro, sono questi i numeri relativi alla produzione di vino nel nostro Paese, ma la penetrazione nel canale e-commerce si attesta sullo 0,2%, rispetto a una media mondiale dell’1,8% e la Cina che conta una percentuale sbalorditiva del 27% secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm – Politecnico di Milano.

Roberto Liscia, presidente di Netcomm, afferma la realtà di un “superconsumatore”, con specifiche esigenze da intercettare ma che riserva anche alcuni punti di vantaggio: a seguito di una buona esperienza di acquisto egli se ne fa promotore, innescando un virtuoso meccanismo virale.

La direzione per offrire al cliente una transazione che lo soddisfi sembra passare per l’m-commerce, ovvero l’acquisto attraverso dispositivi mobile, se si pensa che tra i 16 milioni di acquirenti online degli ultimi sei mesi il 18,3% ha comprato tramite smartphone mentre l’11, 5% utilizzando un tablet.

L’obiettivo dev’essere, sempre secondo Liscia, offrire un’esperienza convincente; siamo a buon punto, se nel 2011 la soddisfazione dell’acquirente gravitava intorno al voto 8 e oggi siamo a 8,5, considerando inoltre che un utente che compra online per la prima volta generalmente non smette più di farlo.

E’ importante, come afferma Vincenzo Pompa (Ad Postecom, soggetto collaboratore nell’indagine Net Retail), essere presenti online, generare traffico, fidelizzare e fare la differenza in termini di conversion rate.

Durante la seconda edizione di H-Ack wine, organizzato da Vinitaly International e H-Farm Ventures, si sono vagliati strumenti quali carte dei vini digitali e videogame enologici che guidano la degustazione attraverso domande di cultura vinicola.

Si tratta di raggiungere un buon livello 2.0, attraverso la presenza online, ancora scarsa sul piano italiano secondo un’indagine di FleishmanHillard, che ha inoltre evidenziato come la classifica delle 25 aziende vinicole in testa per fatturato, si riflette nel dato di maggiore o minore confidenza con la rete.

In particolare l’agenzia rivela dati sull’utilizzo delle piattaforme social da parte delle aziende vinicole, stilando una classifica che vede Facebook al primo posto, seguito da Youtube e Twitter. La sfida è quella da intraprendere con gli ultimi arrivati che prediligono una comunicazione visuale, il più giovane Pinterest, maggiormente orientato su contenuti di ottima qualità grafica e attenti ad aspetti come il design, e Instagram che sembra distinguersi per essere un mezzo particolarmente “emozionale”, ottimo per dare una visione diretta dell’attività dell’impresa, favorendone un’immagine umana anche attraverso canali virtuali.