Home Filiera Ecommerce Logistica E-commerce cross-border 2026: 4 trend chiave tra dogane, logistica e sostenibilità

E-commerce cross-border 2026: 4 trend chiave tra dogane, logistica e sostenibilità

Dopo anni di espansione accelerata, l’e-commerce cross-border entra in una nuova fase di maturità. Il 2026 si prospetta come un anno di svolta, segnato da regole doganali più stringenti, nuove rotte logistiche, modelli di fulfilment evoluti e una sostenibilità sempre più operativa.

Secondo l’analisi di Spring GDS, player internazionale specializzato nella logistica cross-border per l’e-commerce, questi fattori determineranno quali retailer riusciranno a scalare i mercati internazionali e quali, invece, faticheranno a mantenere la competitività.

Dogane UE e nuove tasse: la fine dell’e-commerce “low value” senza barriere

Quello che fino a poco tempo fa era considerato un rischio normativo remoto è diventato una realtà concreta. L’Unione Europea ha approvato l’introduzione di una tassa minima di 3 euro sulle spedizioni e-commerce di valore inferiore a 150 euro, storicamente esenti da dazi. L’entrata in vigore è prevista da luglio 2026, ma diversi Paesi stanno anticipando misure simili.

La Romania applicherà una tariffa di 5 euro già da gennaio 2026, mentre in Francia, Olanda e Spagna il dibattito è aperto. Anche l’Italia valuta un contributo amministrativo di circa 2 euro per spedizione.

Il contesto è reso ancora più complesso dall’assenza di un sistema doganale europeo unificato, che costringe i merchant a gestire normative diverse Paese per Paese. In un mercato in cui oltre il 90% delle spedizioni di basso valore proviene dalla Cina e il volume ha superato i 4,6 miliardi di euro nel 2024, questo scenario mette sotto pressione i modelli basati su alti volumi e margini ridotti.

Nel 2026 la gestione doganale non sarà più un tema operativo, ma un vero fattore competitivo.

Europa orientale: il nuovo hub delle spedizioni e-commerce verso l’UE

Le rotte dell’e-commerce globale stanno cambiando. Paesi come Polonia e Ungheria sono diventati snodi strategici per le spedizioni dall’Asia verso l’Europa, grazie a infrastrutture logistiche in forte crescita, collegamenti aerei efficienti e maggiore flessibilità normativa.

L’Europa orientale rappresenta oggi uno dei mercati più dinamici per l’e-commerce cross-border. Tuttavia, per operare con successo è fondamentale localizzare l’esperienza: modalità di consegna, customer care e soprattutto sistemi di pagamento. In molti Paesi dell’area, il contrassegno (cash on delivery) resta una scelta diffusa anche tra i consumatori più giovani.

Fulfilment cross-border: verso modelli ibridi e integrati

Nel 2026 il fulfilment non sarà più un servizio separato, ma una componente integrata della strategia di crescita internazionale. I brand stanno evolvendo verso modelli ibridi che combinano:

  • magazzini locali o regionali
  • distribuzione cross-border
  • flessibilità operativa per rispondere a cambi normativi e di domanda

L’obiettivo è garantire tempi di consegna più rapidi, coerenza tra i mercati e maggiore resilienza della supply chain. In questo contesto, il fulfilment locale non è più un’alternativa al cross-border, ma un suo acceleratore.

Sostenibilità: da dichiarazione di intenti a leva operativa

La sostenibilità nell’e-commerce entra finalmente in una fase concreta. Il settore deve ancora affrontare inefficienze strutturali: imballaggi sovradimensionati, errori di volumetria, trasporti poco ottimizzati.

Entro il 2026, i progressi arriveranno da:

  • utilizzo di carburanti alternativi come il SAF
  • asset logistici riutilizzabili
  • dati più precisi lungo tutta la filiera
  • collaborazione reale tra retailer, operatori logistici e partner

La sostenibilità diventa così una responsabilità condivisa, non più delegabile a singoli attori.

E-commerce cross-border 2026: più complessità, ma anche più opportunità

La prossima fase dell’e-commerce internazionale sarà più regolamentata e impegnativa, ma offrirà nuove opportunità a chi saprà ripensare la logistica come leva strategica, non come semplice costo operativo.

Nel 2026 vinceranno i brand capaci di combinare compliance normativa, velocità, localizzazione e sostenibilità, costruendo supply chain flessibili e orientate al lungo periodo.