Il 30 ottobre 2026 la Banca centrale europea ha selezionato Nexi, in raggruppamento con Deutsche Telekom, come uno dei due fornitori della connettività di rete per l’euro digitale. È l’ultimo passo di un percorso che porterà, nella seconda metà del 2027, a un progetto pilota di dodici mesi con 36 prestatori di servizi di pagamento e commercianti selezionati, compresi quelli online. Per chi vende online l’euro digitale significa un nuovo metodo di pagamento da accettare, commissioni potenzialmente più basse e incassi immediati, con un calendario che porta alla possibile prima emissione nel 2029.
L’euro digitale entra nella fase industriale con Nexi
L’euro digitale è la versione elettronica della moneta emessa dalla Banca centrale europea: una forma di contante digitale, garantita dalla banca centrale, utilizzabile per pagamenti online e nei negozi, anche offline. Affianca banconote e monete, con cui condivide il valore legale.
Nelle presentazioni della Banca centrale europea, i benefici indicati per i consumatori sono la libertà di pagare ovunque nell’area dell’euro, la disponibilità online e offline, anche in caso di connettività limitata o blackout, e il trasferimento dei fondi in tempo reale. La Banca centrale ha anche indicato che l’euro digitale potrà essere usato con una carta, oltre che con app e portafogli digitali.
La scelta di Nexi e Deutsche Telekom segna il passaggio dalla progettazione alla costruzione dell’infrastruttura. Le due aziende forniranno la connettività di rete su cui viaggeranno i pagamenti e saranno coinvolte anche nel progetto pilota, che servirà a verificare il funzionamento del sistema prima di un’eventuale introduzione.
Il percorso è iniziato nel 2021. La fase di analisi si è chiusa nell’ottobre 2023 e quella preparatoria nell’ottobre 2025; da allora la Banca centrale europea lavora alla realizzazione tecnica in parallelo al processo legislativo europeo.
Il pilota del 2027 coinvolge anche i commercianti online
Il progetto pilota partirà nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi, con transazioni reali in un ambiente controllato dall’Eurosistema. Userà una versione di prova dell’euro digitale e coinvolgerà il personale delle banche centrali, commercianti online e commercianti che offrono servizi quotidiani nei propri locali, come mense e ristoranti.
Il 14 luglio 2026 la Banca centrale europea ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento in 16 Paesi dell’area dell’euro, tra oltre 50 candidature. Tra gli italiani figurano UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Numia, Nexi e Poste Italiane.
Alcuni prestatori avranno un doppio ruolo: distribuiranno l’euro digitale ai cittadini e lo accetteranno per conto dei commercianti selezionati. Per un ecommerce, la porta d’accesso al pilota passa quindi dal proprio fornitore di servizi di pagamento. Per i commercianti selezionati sarà la prima occasione per verificare integrazione, tempi di accredito e gestione dei rimborsi in condizioni reali, con il supporto del proprio prestatore.
Il regolamento europeo deve essere approvato entro il 2026
Il calendario della Banca centrale europea dipende dalla legge. Il Consiglio dell’Unione ha adottato la propria posizione a dicembre 2025 e il Parlamento europeo ha approvato il regolamento in prima lettura il 9 luglio 2026, con 416 voti a favore su 607 votanti. Ora sono in corso i negoziati tra le istituzioni.
L’obiettivo dichiarato è chiudere il processo legislativo entro il 2026. In quel caso l’Eurosistema punta a essere tecnicamente pronto per una prima possibile emissione dell’euro digitale nel corso del 2029.
Per le imprese il punto chiave è proprio il testo finale. Il regolamento definirà gli obblighi di accettazione, i limiti alle somme detenibili dai cittadini e soprattutto le regole sulle commissioni a carico dei commercianti, su cui Parlamento e Consiglio partono da posizioni diverse.
Tra i punti aperti c’è anche il limite alle somme che ogni cittadino potrà detenere in euro digitale, pensato per evitare spostamenti eccessivi di depositi dalle banche. Il Parlamento propone un meccanismo che, in assenza di accordo politico, permetterebbe alla Banca centrale europea di fissare direttamente il tetto.
Le commissioni per i commercianti sono il punto più atteso
Per gli esercenti, la Banca centrale europea indica tra i vantaggi commissioni più basse, maggiore potere contrattuale, soprattutto per le piccole imprese, e la disponibilità immediata degli incassi. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha stimato che per i piccoli commercianti i costi potrebbero dimezzarsi rispetto alle attuali soluzioni di pagamento elettronico.
Il testo approvato dal Parlamento europeo prevede che i pagamenti in euro digitale costino ai commercianti al massimo quanto i metodi attuali. Nel negoziato alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno chiesto di azzerare le commissioni per i pagamenti di piccolo importo, e secondo le ricostruzioni sui negoziati la soluzione potrebbe essere un tetto unico europeo.
Per un ecommerce la questione pesa sul margine. Le commissioni sui pagamenti sono una voce costante del conto economico, e un metodo con costi regolati dalla legge aumenterebbe il potere negoziale dei commercianti anche verso gli altri strumenti di pagamento.
Il checkout cambia nel 2029, le scelte strategiche partono ora
Fino alla possibile emissione nel 2029, il checkout dei negozi online resta quello attuale, con carte, portafogli digitali, bonifici e pagamenti a rate. Le scelte da preparare riguardano però contratti, fornitori e architettura dei pagamenti, che hanno tempi lunghi e si decidono con anni di anticipo.
L’euro digitale si inserisce in un percorso di autonomia europea nei pagamenti. Oggi gran parte dei pagamenti digitali in Europa passa da circuiti internazionali, e l’euro digitale è pensato come infrastruttura comune su binari europei, disponibile in tutta l’area dell’euro e utilizzabile anche oltre i confini nazionali.
Per chi vende in più Paesi dell’area dell’euro, un metodo accettato ovunque con le stesse regole semplificherebbe l’offerta di pagamento, oggi frammentata tra carte, portafogli digitali e metodi locali. Il valore reale dipenderà dalla diffusione tra i consumatori, che resta la vera incognita del progetto. Per i negozi che vendono soprattutto in Italia, il beneficio crescerà con la quota di clienti che adotteranno il nuovo strumento.
Un esempio aiuta a capire. Un negozio che oggi incassa con carte di pagamento, PayPal e pagamenti a rate sostiene commissioni diverse per ciascun metodo, spesso negoziate in modo separato. Con l’euro digitale si aggiungerebbe un metodo con regole di prezzo fissate a livello europeo, utile anche come termine di confronto nelle trattative con gli altri fornitori.
Gli agenti AI aggiungono una variabile al futuro dei pagamenti
Il calendario dell’euro digitale incrocia un altro cambiamento che riguarda direttamente i negozi online: i pagamenti avviati da agenti di intelligenza artificiale per conto dei clienti. Banche e circuiti stanno costruendo strumenti per far pagare gli agenti con l’autorizzazione del cliente, dalle carte virtuali monouso alle conferme nelle app.
Un’infrastruttura pubblica che arriverà nel 2029 dovrà confrontarsi con questi nuovi percorsi d’acquisto, già oggetto di sperimentazione nel 2026, come mostrano i casi di Meta Muse e del checkout agentico.
Per i commercianti la priorità resta la sicurezza dei flussi e la chiarezza sulle responsabilità, temi già aperti con gli agenti, come raccontano gli approfondimenti su prompt injection e frodi agentiche e su chi paga se l’agente AI sbaglia l’acquisto.
Cosa può fare oggi un ecommerce in vista dell’euro digitale
Le decisioni utili oggi riguardano informazioni, contratti e tempi, più che la tecnologia. Un ecommerce può prepararsi senza investimenti tecnici, seguendo il negoziato europeo, chiarendo con i propri fornitori di pagamento come intendono muoversi e valutando se partecipare alla sperimentazione.
- Chiedere al proprio fornitore di servizi di pagamento se parteciperà al pilota del 2027 e se prevede di coinvolgere commercianti online.
- Valutare la candidatura al pilota tramite il proprio fornitore, per testare l’integrazione prima dell’emissione.
- Seguire il testo finale del regolamento, in particolare obblighi di accettazione e tetti alle commissioni.
- Tenere conto del calendario nelle rinegoziazioni dei contratti di pagamento con scadenza tra il 2027 e il 2029.
- Misurare oggi il costo effettivo dei pagamenti per metodo, per poter confrontare le offerte quando l’euro digitale sarà disponibile.
Domande frequenti sull’euro digitale
Quando arriverà l’euro digitale?
Il progetto pilota partirà nella seconda metà del 2027 e durerà dodici mesi. Se il regolamento europeo sarà approvato entro il 2026, l’Eurosistema punta a essere tecnicamente pronto per una prima possibile emissione nel corso del 2029. La data dipende quindi dalla conclusione dei negoziati tra Parlamento e Consiglio.
I negozi online dovranno accettare l’euro digitale?
Il regolamento definirà gli obblighi di accettazione. L’euro digitale avrà valore legale come banconote e monete, e i testi in discussione prevedono che debba essere accettato da gran parte degli operatori economici, con eccezioni da definire. Il quadro preciso sarà chiaro con l’approvazione del testo finale.
Quanto costerà accettare l’euro digitale?
Il testo approvato dal Parlamento europeo prevede commissioni per i commercianti al massimo pari a quelle dei metodi attuali, e nel negoziato si discute un tetto unico europeo. Secondo Piero Cipollone della Banca centrale europea, per i piccoli commercianti i costi potrebbero dimezzarsi rispetto agli attuali pagamenti elettronici.
Chi parteciperà al progetto pilota in Italia?
Tra i 36 prestatori di servizi di pagamento selezionati il 14 luglio 2026 figurano gli italiani UniCredit, Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Numia, Nexi e Poste Italiane. Il pilota coinvolgerà anche commercianti selezionati, compresi quelli online, attraverso i prestatori partecipanti.








