Marketing dell'errore

Il marketing dell'errore: come lucrare sulle proprie sviste

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Il marketing dell'errore non è qualcosa di campato per aria. Di fatto, tale strategia si sta rivelando ben più efficace di quel che a prima vista potrebbe sembrare.

Il marketing dell'errore: come lucrare sulle proprie sviste

Hai mai pensato che anche un errore può diventare un'ottima occasione per incrementare le tue vendite? C'è chi lo sta facendo già da qualche anno e i risultati sono sensazionali. Il marketing dell'errore potrebbe essere uno dei nuovissimi trend di cui tenere conto nell'immediato futuro.

Ogni strategia parte da una pianificazione

I professionisti del marketing sanno bene che una campagna deve essere pianificata e studiata in ogni singolo dettaglio perché sia ineccepibile. Ogni eventuale anomalia va scovata per tempo e non ci si può permettere di lasciarsi andare a errori o cadute di stile troppo frequenti, pena l'inevitabile regresso. I clienti, poi, sono sempre più audaci, informati ed esigenti. Non si fanno sfuggire nulla e se trovano che ci sia qualche cosa fuori posto, sono i primi a compiacersi di fartelo notare sui Social Media.

Che cos'è quindi il marketing dell'errore?

Fare marketing dell'errore non vuol dire che dovresti evitare di curare le tue strategie online; né che più errori ci sono meglio sarà per i tuoi ricavi futuri. Non è così che funziona. Semmai la strategia si propone di intervenire per alleggerire la portata che l'errore, ciò che è andato storto e non si è saputo prevedere, finirebbe per avere. Si tratta quindi di volgere a proprio vantaggio una situazione che metterebbe a dura prova la propria brand reputation.

In che modo? Magari commentando ironicamente la svista prodotta. Oppure giocando d'astuzia, ribattendo con furbizia alle rimostranze espresse dall'utente che ha notato l'errore e si è precipitato a raccontarlo a tutti sperando di ottenere approvazione collettiva.

L'attenzione pubblica verso tutto quello che un'azienda fa ha raggiunto livelli altissimi. Il potere che la massa di individui che popolano le piattaforme social è tale che brand e imprenditori devono stare attenti a promuovere una comunicazione perfetta, evitando qualsiasi forma di passo falso.

Il caso di "Io Ci Sto": errore o geniale mossa di marketing?

Pensiamo per un momento all'imbarazzante video girato presso la filiale di Castiglione delle Stiviere di Banca Intesa San Paolo. Il video, intitolato "Io ci sto", era una performance promozionale capitanata dalla direttrice della filiera, e nel giro di un giorno ha ottenuto una popolarità gigantesca, diventando un vero e proprio caso virale. Da WhatsApp a YouTube a Facebook, l'iniziativa è stata vista e commentata ironicamente da centinaia di migliaia di persone. San Paolo non ha saputo rispondere con una strategia di comunicazione adeguata a riparare all'ovvio imbarazzo suscitato dal video. E come da copione, brand del calibro di Ceres e Unieuro hanno cominciato a postare immagini e didascalie che riprendevano gli highlights del video, modellandoli in base a quell che sono le loro competenze specifiche.

 

 

Perfino Taffo G & C Onoranze Funebri ha saputo cavalcare l'onda elaborando un post ironico e geniale che gli ha assicurato un aumento del traffico sostanziale.

Come sfruttare il marketing dell'errore

Come puoi immaginare, basta commettere una piccola imprecisione e si viene massacrati e ridotti a meme divertenti in appena un'ora. E naturalmente, più il brand è noto e popolare, più l'inesattezza compiuta risulterà amplificata.

Ecco perché dovrai impegnarti a fondo per sfruttare a tuo vantaggio qualsiasi punto critico della tua strategia marketing. Ricorda: non è mai troppo tardi per rimediare a un errore, purché non sia critico.

Evita soprattutto:

- di cancellare il post incriminato o l'immagine soggetta all'ironica irrisione.
- di non rispondere ai commenti o alle domande che ti verranno poste in merito all'errore.

Perché se fai questo rischi davvero di compromettere la tua reputazione online in maniera irreparabile.