Web ed ecommerce per esportare il vino in Cina, Russia e Brasile

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Aumenta l’interesse di Cina, Russia e Brasile per il vino. Web ed ecommerce potranno essere gli strumenti per favorire l’export. Sono queste le indicazioni alla vigilia di Vinitaly, la fiera dedicata all’enologia che si svolgerà a Verona tra il 7 e il 10 aprile.

Secondo i dati riportati dall’analisi Wine monitor 2013 promossa da Nomisma, l’export tiene a galla il vino italiano con una crescita in valore del 6,6% nel 2012 a fronte di un calo sul mercato nazionale del 2% (-3,6% per la grande distribuzione). Dunque crescono le vendite all’estero, in particolare quelle online. Dal rapporto emerge che la metà del vino prodotto in Italia viene ormai venduta all’estero con un aumento delle esportazioni nei paesi extra-Ue. L’Italia è ancora leader negli Stati Uniti e in Germania, ma trova alcune difficoltà nei paesi emergenti dove cresce l’interesse per il vino.

Quali sono i nuovi consumatori? Il portale specializzato di enologia WineNews ne rivela l’identikit. I cinesi adorano le griffe, e anche nel vino ricercano l’idea di status symbol e lusso, i brasiliani amano sperimentare nuove etichette e i russi sono disposti a spendere grosse cifre. Il problema rimane però quello della comunicazione efficace dei valori del made in Italy per superare la concorrenza dei rivali.

La Cina è il mercato più interessante, il terzo al mondo e in forte crescita. Però le difficoltà che incontra l’export di vino italiano sono dovute alla distanza storica e culturale che ne fa un prodotto ricercato dalla nicchia di nuovi ricchi che vogliono imitare l’Occidente, ma è ancora distante dalle abitudini alimentari della classe media. In Russia invece il vino nostrano è molto conosciuto e consumato soprattutto da un segmento medio-alto, cosmopolita, che vive nelle grandi città come Mosca e San Pietroburgo, viaggia spesso in Italia e proprio per questo suo legame conosce bene le etichette. In Brasile, terra di birra e cachaça, il vino è invece acquistato dalle classi più abbienti, dalla nuova classe media e dalle famiglie degli immigrati provenienti dall’Italia.

“Vinitaly dedicherà proprio alla Cina uno spazio importante con la prima visita in Italia di una delegazione guidata dal ministro per il Commercio estero cinese e un seminario nel quale verrà approfondita la realtà del mercato cinese e verranno illustrate alcune best practices – ha annunciato Giovanni Mantovani, direttore di Verona Fiere – Perché se è vero che abbiamo terreno da recuperare in Cina, questo non significa che non ci siano imprese made in Italy che abbiano avuto successo in Cina”.

Proprio Vinitaly sarà il terreno di prova per sperimentare nuove possibilità legate alla vendita online di vino in tutto il mondo. “Per rafforzare ulteriormente il rapporto con l’estero – aggiunge mantovani – nasce VinitalyWineClub, innovativa piattaforma di promozione e vendita online che ha l’obiettivo di offrire ai produttori la possibilità di raggiungere nuovi consumatori, dando loro l’opportunità di scoprire nuovi vini provenienti da ogni angolo della Penisola. Il 6 aprile presenteremo in anteprima il progetto completo nell’ambito di OperaWine e dal 7 aprile sarà attivo anche l’ecommerce”.