Amazon: la storia e bilanci. Qual è la verità sul colosso dell’ecommerce?

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Il colosso dell’e-commerce, il mago dell’icloud, la frontiera del commercio elettronico. Tanti sono gli appellativi che sono stati attribuiti ad Amazon. Tante sono le realtà che convivono in questa multinazionale che ha oltrepassato qualsiasi confine, facendo dell’innovazione il suo cavallo di battaglia. Ma quali verità si nascondono dietro la sua storia? Scopriamole insieme.

Amazon: la storia

Amazon nasce nel 1994 nel magazzino di una casa a Bellevue, nello stato di Washington, dalla mente di un giovane Jeff Bezos. Un piccolo gruppo di persone che impacchetta e spedisce libri in tutti gli Stati Uniti. Nel 1995 nasce il dominio: amazon.com. Arrivano i primi sostenitori e i primi finanziamenti. Ma prima che l’azienda arrivi a produrre utili ci sono voluti sette lunghi anni. Sette lunghi anni in cui Amazon, grazie soprattutto alla possibilità data agli utenti di lasciare le recensioni, diventa subito un fenomeno del web. E si crea una vera community. Il mercato si espande: CD, film, software, elettronica, videogame, giocattoli, utensili della casa. In poco tempo apre in Germania, nel Regno Unito. In Italia arriverà solo nel 2011.

Amazon: oggi

La differenza tra Amazon e molti dei suoi competitor è che Amazon ha deciso di puntare sull’innovazione e sulla tecnologia, creando una serie di prodotti unici e originali, che hanno fatto la storia. Dal Kindle, il lettore per e-book all’assistente vocale Echo, uno speaker con microfono che grazie all’intelligenza artificiale chiamata Alexa fa da assistente domestico. Da Amazon Prime, il servizio che ha ridotto al minimo i tempi di spedizione rivoluzionando il mercato dell’e-commerce, arrivando a garantire la spedizione in 24 ore, a Amazon Prime Video, la piattaforma di streaming online con contenuti originali e non.
Oggi Amazon è una delle più grandi multinazionali del mondo, che gestisce un patrimonio immenso.

Amazon: i bilanci

Ilsole24ore fa i conti in casa Amazon e analizza i bilanci societari dell’azienda di Bezos per avere una fotografia generale dei ricavi del suo business e da cosa esattamente dipende.
Basta pensare che nel 1999 Bezos, durante un'intervista per una nota emittente televisiva, racconta che Amazon all'inizio aveva circa 2.100 occupati. E per capire la dimensione e il grande valore della sua crescita, si deve pensare al numero di dipendenti che l'azienda ha oggi: 566 mila persone.
Un altro grande vantaggio di Amazon è che ha iniziato sette anni prima rispetto alla concorrenza, diventando il capofila di una rivoluzione culturale, oltre che economica. Per questo, i servizi che Amazon offre sono più evoluti e ricchi rispetto a quelli offerti dai competitor.
Comunque sia, Amazon divide i ricavi in:

Amazon North America

Nei primi tre mesi del 2018 i guadagni ottenuti tramite l’e-commerce su Internet o nei negozi fisici (non scordiamoci che Amazon ha da poco acquistato la catena di supermercati Whole Foods), anche nella vendita di prodotti proprietà di terzi di Amazon hanno raggiunto i 30miliardi di euro. In questa cifra sono compresi gli abbonamenti che gli utenti acquistano per avere maggiori servizi, come Amazon Prime.

International

Tutti i guadagni online e offline al di fuori dell’area geografica del Nord America, compresi gli abbonamenti offerti sempre dal gruppo di Bezos. Per i primi tre mesi del 2018 si parla di quasi 15 miliardi di euro.

Amazon Web Services

A questa sezione, invece, si rifanno tutti i guadagni ottenuti dai servizi di cloud computing: dall’attività di elaborazione dati, all’analisi degli stessi, la gestione dei database, ecc. Servizi che nel 2018 hanno generato quasi 6 miliardi di utili, con una crescita esponenziali negli ultimi anni del 45%.

Ma da quali servizi arrivano i dati maggiori?

Il commercio elettronico rappresenta senza ombra di dubbio uno dei maggiori settori di ricavo per Amazon. Si pensi che nei primi tre mesi del 2018, i ricavi generati dal Nord America hanno raggiunto e superato i 30 miliardi di netto, mentre l’International 15 miliardi di euro di netto.
I servizi di cloud computing (Amazon Web Services), invece, sono in coda con 5 miliardi di euro di netto.

Amazon: progetti per il futuro

Al di là dell'implementazione e del miglioramento continuo dei prodotti già esistenti, Amazon punta soprattutto sull'intelligenza artificiale. Già con Alexa un grande passo verso l'innovazione è stato fatto, ma le novità e i progetti in cantiere in questo campo dell'azienda statunitense sono molti. In più, con l'acquisto della catena di supermercati Whole Foods, Amazon ha mostrato grandi interessi nei confronti del retail.
Infine, Jeff Bezos, da grande luminare e uomo geniale, come per il collega Elon Musk, per il suo futuro vede lo spazio. Nel 2010 Amazon fonda un'altra società, Blue Origin, che prospetta, già per l'anno prossimo, la possibilità da parte di privati di acquistare biglietti per poter... viaggiare nel cosmo. Insomma, da magazzino casalingo di libri a multinazionale che offre servizi e prodotti diversi. Quello di Amazon è l’esempio di un’azienda di successo, che ha saputo affrontare crisi e difficoltà e uscirne vincitrice. Chissà quali altri novità ci aspettano!