2 Minute Deal: “Due minuti per abbattere le resistenze all’ecommerce”

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Francesco Ardito e Filippo Chiariglione ci spiegano l’essenza di questo sistema definito ecommerce on stage che abbiamo analizzato nella case history su Ecommerce Guru.

“2MinuteDeal nasce con l’idea di abbattere le resistenze ancora che ci sono ancora oggi da parte di molti utenti nel momento dell’acquisto online. La prima è quella che riguarda l’avere fiducia nel venditore: negli acquisti online sto per comprare il prodotto, ma non so chi sta dall’altra parte, se esiste veramente, se mi manda la merce, se scappa con i miei soldi, eccetera. Quindi, la nostra idea è stata quella di portare la gente in negozio senza farla spostare da casa. Il nostro sistema consente al venditore di invitare una serie di persone ed entrare nel negozio, ossia aprire una webcam nel negozio e far sì che io da casa possa vedere in faccia il venditore che comincia a raccontarmi dei prodotti.

Il secondo punto è l’interattività: un altro dei freni è che molte volte sto per comprare un prodotto, ma all’ultimo momento molte volte ho un dubbio sulla qualità del materiale o sulla garanzia. Ecco che la possibilità di vedere un venditore, di interagire con lui e porgli delle domande in diretta aumenta la capacità di concludere questo affare per il venditore.

L’ultima cosa importante è che si svolge tutto in diretta, per cui il venditore e l’acquirente sono lì nello stesso momento e questo dimostra una forte propensione all’acquisto da parte dell’acquirente che ha partecipato a questo evento online. L’idea è proprio quella di vendere dei prodotti incontrando in diretta il venditore”.

Per quale tipologia di prodotto è più adatto un servizio come quello di 2MinuteDeal?

“Qualsiasi tipo di prodotto o servizio può essere venduto con la piattaforma di 2MinuteDeal che diventa perfetta in tutte le occasioni in cui diventa importante spiegare il prodotto, le sue particolarità, il perché è perfetto da utilizzare in certe circostanze, oppure in tutti quei casi diventi necessario enfatizzare alcune caratteristiche del prodotto. Per tutti quei casi in cui è importante spiegare quello che sta dietro a un prodotto o servizio, la nostra piattaforma è perfetta perché dà l’occasione all’acquirente di avere tutti i dubbi spiegati dal venditore.

Ma ci sono anche diversi privati che stanno cominciando ad affacciarsi alla nostra piattaforma, per esempio le ragazze che si dilettano a fare collanine, bracciali e oggetti. Abbiamo già avuto esempi di privati che hanno invitato una platea di amici e conoscenti e hanno venduto i loro prodotti hand-made, fatti a mano.

Il modello è questo: io, negoziante o privato, invito una serie di persone ad un mio evento in diretta, presento i prodotti, la gente che riceve questo invito non conosce il prezzo perché sarà una sorpresa e, se interessato a quei prodotti mi registro a quell’evento. Poi sarà possibile vedere in diretta il venditore che, quando avrà finito la sua parte, premerà un pulsante e da quel momento ci saranno solo due minuti di tempo per aggiudicarsi il prodotto e i prezzi usciranno proprio in quei due minuti. Quindi un quarto d’ora di spiegazione e due minuti di battaglia per aggiudicarsi la promozione”.

L’idea è originale, unica. Come è nato il progetto di 2MinuteDeal?

“Filippo seguiva da tempo il mondo del commercio elettronico e delle vendite online, io (Francesco, ndr) mi sono sempre occupato di strumenti di web conference, di web meeting che consentivano proprio di portare le persone in un posto senza spostarle. L’idea è stata proprio quella di mettere insieme le due cose e siamo partiti con questa idea. Abbiamo lavorato una anno sulla piattaforma che ha visto la luce da pochi giorni e ci ha dato una grossa mano l’incubatore e in particolare Treatabit nello sviluppo del modello di business”.

2MinuteDeal ha attirato l’interesse di molti clienti. Quali sono i progetti per il futuro?

“In primis la costituzione di una società che darà la spinta a tutte le attività commerciali della piattaforma. Stiamo coinvolgendo degli investitori che entreranno nel progetto. Partiremo subito sul mercato italiano e avremo alcuni mesi di test, ma le nostre ambizioni sono sul mondo intero. Quindi dopo questo primo test andremo a sondare come questo modello potrà andare ad applicarsi in altri paesi dove l’ecommerce ha anche un ruolo più incisivo, per esempio negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Germania”.