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Amancio Ortega ha superato il genio dell’IT Bill Gates come l’uomo più ricco al mondo con una fortuna di all’incirca 79,5 miliardi di dollari. Ma chi è Amancio Ortega?

Un nome che a molti non dice niente, e che molti, proprio con i sacchetti di Zara in mano, non sanno riconoscere. Ortega, noto anche come Mr.Zara, è niente meno che il genio dietro a Zara, Zara Home, Pull&Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarious, Oysho e Uterqüe.

Ma dove inizia la storia?

Nel 1936 a Busdongo de Arbas, piccolo paesino che oggi conta 118 abitanti, nasce Ortega. Di origini umili, il padre ferroviere e la madre casalinga, a soli 14 anni si vede costretto a dover abbandonare la scuola per dedicarsi al lavoro come fattorino presso una camiceria di Gala. Ed è proprio da queste umili origini che Ortega svilupperà il proprio genio per gli affari e su cui fonderà il proprio impero. Il suo successo è dovuto al suo spiccato genio, che gli permise di riconoscere il valore che il cliente ha. Inizia quindi con lo studiare prima di tutto il cliente, le sue esigenze e come si rapporta ai prodotti che compra. Questa attenzione ai propri consumatori, il suo umile inizio e la conseguente visione dal basso verso l’alto è il segreto del successo di Mr. Zara. Ad oggi, Zara è l’unico fast fashion brand che a basso prezzo riesce a vendere nuovi prodotti in sole 3 settimane, mentre i suoi competitors ci mettono 5 mesi per progettare, creare, e poi vendere nuovi capi.

La storia però inizia nel 1963 quando con l’allora moglie Rosalia Mera fonda Confecciones GOA. Una piccola merceria in cui pigiami, vestaglie e prodotti per l’intimo vengono venduti. Ma è nel 1975 che nasce Zara. Il nome doveva essere Zorba, dal greco, ma visto che vi era già un piccolo bar con quel nome, Ortega decise di riciclare le insegne già create mantenendo solo tre lettere: Z, R, A. Creando così Zara. E fu così che il suo primo negozio aprì in Calle Juan Flórez, l’area commerciale più chic della Coruña. Il successo fu tale che già nel 1983 l'azienda vantava 9 punti vendita in Spagna, un traguardo incredibile date le umili origini.

La filosofia dietro il successo di Ortega

In genere, il mondo della moda lavora dall’alto verso il basso. I designer scelgono cosa si deve portare ed i consumatori comprano. Ortega invece lavora al contrario. Già nei negozi, Zara studia il cliente e guarda cosa chiede. Poi disegna, produce e vende. Tutto per cifre accessibili. Altra dinamica rivoluzionaria è che i negozi di Zara non hanno un magazzino. I capi vengono sostituiti dopo solo 2-3 settimane e sono sempre pronti per essere spediti verso altri punti vendita o per essere messi in attesa di essere riproposti nei saldi. Questa natura effimera invoglia il cliente a comprare subito, perché non sa mai se domani il capo desiderato ci sarà ancora. Con l’arrivo dell’ecommerce, che fornisce più scelta e libertà di manovra, queste dinamiche uniche a Zara rischiavano di essere alterate. Il genio di Ortega, tuttavia, ha saputo sfruttare il mondo digitale a proprio vantaggio ed è riuscito a mantenere comunque l’idea di far cogliere l’attimo al cliente, soprattutto nel periodo dei saldi. Anche online i capi possono sparire dall’oggi al domani.

E la pubblicità?

L’elemento però che più crea scalpore è il rapporto che il brand ha con la pubblicità: Zara semplicemente non la fa. Non ne ha bisogno. La sua pubblicità sono i negozi e l’abilità nel proporre sempre capi nuovi e soprattutto adatti alla stagione: non si troveranno mai da Zara maglioncini di lana in pieno settembre. A meno che il tempo non lo richieda.

Il brand è noto a tutti, ma nessuno ne sa riconoscere il fondatore

Un paradosso che a molti sembra incredibile: tanto famoso il brand quanto sconosciuto il suo fondatore. L’anonimato di Ortega è dovuto ad un animo riservato ed umile. Non interessato ad apparire, ma più concentrato sui propri clienti, di Amancio Ortega si sa poco. Non aiuta il fatto che non abbia mai rilasciato interviste e che fino al 1998 nessuno mai era riuscito a scattargli una foto. Ma ciò che è proprio di Ortega e che gli ha permesso di realizzarsi con così tanto successo è che non si crede Dio. Anzi, vive e si veste con molta umiltà e si ricorda sempre da dov’è partito. Non peccando mai di quell’ubris di cui gli eroi greci, a cui aveva fatto spunto, erano stati sempre vittima.