
Giovedì 24 settembre, nel giro di poche ore, sono successe due cose che toccano direttamente i report di chiunque gestisca un ecommerce. Google ha aggiunto a Search Console un nuovo tipo di ricerca, che misura per la prima volta le visite nate da un’immagine invece che da una parola scritta. E ha avviato lo spam update di settembre, con un’implementazione che può durare fino a due settimane.
Presi separatamente, sono due aggiornamenti ordinari. Insieme, rischiano di produrre due settimane di grafici difficili da interpretare. Prima di trarre conclusioni su un calo o su un aumento, conviene capire cosa è cambiato nel modo di contare e cosa, invece, potrebbe essere cambiato davvero nel posizionamento.
Cos’è il nuovo tipo di ricerca multimodale in Search Console
Nel report sul rendimento, la voce Web ora si divide in due: ricerche testuali e ricerche multimodali. Secondo l’annuncio sul blog di Search Central, il dato multimodale comprende le ricerche fatte con Google Lens, con Cerchia e Cerca su Android, caricando un’immagine su Google Search e con la funzione di Chrome che permette di cercare un’immagine con il tasto destro. In pratica, tutte le volte che qualcuno inquadra un oggetto con la fotocamera o parte da una foto per trovare qualcosa.
Il filtro è disponibile in due punti: nel report sui risultati di ricerca, con clic e impression, e nel report dedicato alle funzioni di intelligenza artificiale generativa, dove mostra le impression in AI Overviews e AI Mode nate da una ricerca con immagine. Se hai già preso confidenza con quest’ultimo seguendo la nostra guida al report AI Performance di Search Console, il nuovo filtro si aggiunge agli stessi pannelli.
Un’avvertenza pratica: il filtro compare solo sulle proprietà che ricevono effettivamente questo tipo di traffico. Se non lo vedi, non è detto che manchi qualcosa nella configurazione; potrebbe semplicemente non esserci ancora un volume sufficiente.
Cosa mostra il filtro multimodale e cosa non mostra
La differenza più importante rispetto ai dati testuali è che per le ricerche multimodali non ci sono le query. È abbastanza intuitivo: la “domanda” era una foto, e Google non la mostra. Restano disponibili le pagine, i Paesi, i dispositivi e le date. Per un ecommerce la dimensione più utile è quindi la pagina: puoi sapere quali schede prodotto o categorie compaiono quando qualcuno cerca con un’immagine, e quante volte vengono cliccate. Nel report sulle funzioni generative, come avevamo spiegato presentando i report Generative AI di Search Console, il dato resta limitato alle impression.
Non c’è nemmeno una suddivisione per singolo strumento. Lens, Cerchia e Cerca, caricamento di immagini e ricerca da Chrome sono raggruppati sotto un’unica etichetta. Google indica il pulsante di esportazione come strada per portare i dati in altri strumenti; secondo alcune verifiche pubblicate in questi giorni, l’API di Search Console non espone ancora questo tipo di ricerca come valore separato, quindi chi usa dashboard collegate via API potrebbe non vederlo finché non arriverà un aggiornamento.
Perché i numeri possono cambiare senza che cambi il traffico
Qui sta il punto che rischia di confondere di più. John Mueller di Google ha confermato che questi dati prima non erano conteggiati affatto: non sono stati spostati da un’altra voce, sono stati aggiunti. Google non ha però indicato con precisione da quale data parte la serie storica, né se la vista complessiva Web oggi sommi testo e multimodale.
La conseguenza è che un sito con molta visibilità nelle ricerche per immagini potrebbe vedere un aumento delle impression a partire da fine settembre che dipende dal nuovo metodo di conteggio, non da un miglioramento del posizionamento. Allo stesso modo, alcuni utenti hanno segnalato cali nei dati testuali nello stesso periodo, senza che la loro causa sia stata chiarita. Nel dubbio, per i confronti anno su anno e mese su mese conviene isolare il filtro Web testuale, che è il più vicino a quello che misuravi prima.
A complicare ulteriormente il quadro, diversi strumenti SEO di terze parti hanno segnalato a settembre rallentamenti nella raccolta dei dati di Google. Se il tuo tool di monitoraggio mostra oscillazioni strane, verificale sempre con Search Console prima di intervenire.
Lo spam update di settembre: cosa sappiamo
Il secondo evento del 24 settembre è lo spam update, il quarto aggiornamento antispam dell’anno e il secondo in poco più di un mese dopo quello di agosto. Google lo ha definito un aggiornamento normale, applicato a tutte le lingue e a tutti i Paesi, con un’implementazione che può richiedere fino a due settimane. È la finestra più lunga del 2026: gli aggiornamenti precedenti si erano chiusi nel giro di uno o tre giorni.
Google non ha pubblicato un post di approfondimento né indicato quali pratiche vengano colpite, salvo precisare che non riguarda in modo specifico lo spam di link. Per un ecommerce che lavora in modo pulito, l’indicazione resta quella di sempre: non intervenire durante l’implementazione. Le oscillazioni dei primi giorni sono normali e spesso rientrano da sole; le modifiche fatte nel frattempo rendono impossibile capire cosa ha causato cosa.
Come separare i due effetti nei tuoi report
Da qui alla chiusura dello spam update, un metodo semplice ti evita letture sbagliate.
- Annota le date: segna il 24 settembre come inizio di entrambi gli eventi e la data di chiusura dello spam update quando comparirà nella pagina ufficiale degli aggiornamenti di ranking.
- Confronta solo il dato testuale: per valutare l’effetto dello spam update usa il filtro Web testuale, confrontando periodi omogenei per giorni della settimana e stagionalità.
- Tratta il dato multimodale come una nuova serie: non sommarlo ai confronti storici; usalo come punto di partenza da cui misurare l’andamento nelle prossime settimane.
- Esporta subito: scarica i dati multimodali attuali per pagina, così avrai una base di confronto anche se l’interfaccia dovesse cambiare.
- Aspetta prima di agire: se vedi un calo sulle pagine testuali, attendi la fine dell’implementazione e verifica nel report sulle azioni manuali che non ci siano segnalazioni.
Perché le ricerche con la fotocamera contano per un ecommerce
Oltre alla gestione dei prossimi quindici giorni, il nuovo filtro apre una domanda strategica. Per chi vende moda, arredamento, accessori, ricambi o oggetti di design, la ricerca con l’immagine è spesso la più vicina all’acquisto: la persona ha visto qualcosa per strada, in una vetrina o sui social, e vuole trovarlo. Fino a oggi quel comportamento era invisibile nei dati; adesso puoi almeno vedere quali pagine intercettano quella domanda.
Le leve da controllare sono quelle classiche della SEO per immagini, che diventano più importanti. Foto originali e di qualità, che mostrino il prodotto da più angolazioni e in contesto. Testi alternativi descrittivi. Nomi file e didascalie coerenti con il prodotto. Dati strutturati di prodotto con le immagini corrette, e immagini nel feed di Merchant Center allineate a quelle del sito. Nessuna di queste è una novità, ma ora hai un modo per verificare se funzionano.
C’è anche un collegamento con la ricerca generativa: il filtro multimodale nel report sulle funzioni AI mostra quando le tue pagine compaiono in AI Overviews e AI Mode a partire da una foto. È un tassello in più nel quadro che abbiamo descritto parlando della SEO del 2026 come sistema a più livelli, dove essere trovati non passa più solo dalla parola chiave digitata.
Cosa fare questa settimana su Search Console
- Apri Search Console e verifica se il filtro Web multimodale è comparso sulla tua proprietà.
- Esporta le pagine che ricevono impression e clic dalle ricerche con immagine e confrontale con le tue categorie più vendute.
- Scegli cinque schede prodotto che dovrebbero comparire nelle ricerche visive e non ci sono, e controlla qualità delle immagini, testi alternativi e dati strutturati.
- Ferma le modifiche strutturali al sito fino alla fine dello spam update, così potrai leggere i dati in modo pulito.
- Riprogramma i confronti dei report mensili usando il filtro testuale fino a quando Google non chiarirà come si combinano le due serie.
Due novità nello stesso giorno sono un caso. Ma leggerle insieme, con metodo, ti evita di scambiare un nuovo modo di contare per un risultato del tuo lavoro, o per un problema da risolvere.








