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Il Golden Circle: l’idea più semplice del mondo

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Tutti i più grandi leader pensano, agiscono e comunicano nella stessa maniera. Simon Sinek, l’ideatore della teoria, la definisce come l’idea più semplice del mondo: il Golden Circle.

Il Golden Circle può essere utilizzato come guida per migliorare notevolmente la leadership, la cultura aziendale, le assunzioni, lo sviluppo del prodotto, le vendite e il marketing. Spiega la lealtà e come creare abbastanza slancio per trasformare un’idea in un movimento sociale.

Il modo in cui funziona il Golden Circle corrisponde perfettamente al modo in cui funziona il nostro cervello.

Con questa teoria, Sinek spiega che il “perché” è il fulcro di fare business: definisce lo scopo di un’azienda e il motivo per cui esiste.

Da dov’è nata la teoria del Golden Circle?

La teoria del golden circle nasce da principi di biologia. Osservando il cervello umano visto dall’alto, il cervello è diviso in tre parti principali.

Troviamo la neocorteccia, che corrisponde a “cosa”, è la sede delle funzioni cognitive ed è responsabile dei pensieri razionali.

Dopodichè troviamo le due sezioni intermedie fanno il nostro sistema limbico, il quale è responsabile dei sentimenti, quindi la parte emotiva e comportamentale. Da qui provengono le decisioni istintive.

Quindi se, come i più grandi leader ispiratori, si comunica dall’interno verso l’esterno si parla direttamente alla parte del cervello che controlla il comportamento.

La composizione del Golden Circle

“What” del Golden Circle

Il “what” (cosa) è il primo cerchio ed è la parte più semplice della teoria. Questo può essere dichiarato come i prodotti che una compagnia vende o i servizi che offre. Per una persona, sarebbe il proprio titolo di lavoro.

Stando a ciò che abbiamo analizzato nel paragrafo precedente, il “what” interagisce solo con la neocorteccia.

“How” del Golden Circle

Il “how” (come) è il secondo cerchio ed include i punti di forza o i valori che secondo per cui l’azienda si differenzia dalla concorrenza.

Questa parte è anche in grado di comunicare con il sistema limbico e si può considerare come uno step in più rispetto al “what”, ma non è fondamentale come il “why”.

“Why” del Golden Circle

Il “why” è più avvincente. Attinge interesse e passione. Motiva quando il “what” e il “how” a volte sembrano poco chiari.

La componente del “why” è lo scopo di un’azienda per esistere. Dev’essere connesso all’interno dell’ambiente aziendale nella sua globalità, con il senso di scopo individuale dei dipendenti dell’azienda.

I fratelli Wright e il Golden Circle

A fine 1800 tutti volavano volare. Un certo Samuel Pierpont Langley ottenne fondi e approvazione dal dipartimento della Guerra americano per costruire una macchina volante. Il signor Langley, aveva una cattedra ad Harvard e assunse le migliori menti del paese per aiutarlo nell’impresa.

Nella costruzione di questa macchina volante i giornali lo seguivano e tutti facevano il tifo per lui.

Come ben sappiamo però, nel 1903 i fratelli Wright decollarono per la prima volta, ed il giorno dopo il signor Langley abbandonò completamente il progetto.

Perché?

I fratelli Wright erano mossi da una causa, un obiettivo. Non avendo soldi né risorse, riuscirono ad attrarre persone che credevano nel loro sogno e che li aiutarono a volare.

Mentre Langley ed il suo team erano solamente individui che volevano diventare famosi e ricchi.

Cosa insegna il Golden Circle

La teoria del Golden Circle ci insegna che fare profitto è il traguardo finale, ma per raggiungerlo bisogna essere spinti da uno scopo, un motivo di esistere forte e coerente.

L’obiettivo conclusivo di un’azienda è vendere a persone che credono in quello che viene fatto e, da non dimenticare, assumere personale che crede agli ideali dell’azienda.

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