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In crescita l'export e l'internazionalizzazione dell'ecommerce

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L’ecommerce è lo strumento ideale per l’export. Un’indagine di Casaleggio Associati fotografa come le aziende italiane utilizzano il canale online per vendere all’estero e raggiungere nuovi mercati.

Il contesto internazionale vede una forte crescita dell’ecommerce e delle vendite online di prodotti e servizi. In Europa il canale web ha raggiunto nel 2012 un valore complessivo di oltre 305 miliardi di euro con una crescita del 22% rispetto all’anno prima. L’incremento maggiore si registra nei mercati in espansione dell’Europa dell’Est, come Polonia e Repubblica Ceca, dove si registra un’impennata tra il 25 e il 30%. Continuano a crescere anche i tre mercati più maturi come Germania (+25%), Francia (+20%) e Gran Bretagna (10-15%) che insieme rappresentano il 70% delle quote di ecommerce in Europa. A livello di diffusione tra la popolazione, si vede un altissimo livello in Gran Bretagna con un valore del 20%, poi in Scandinavia (8%) e in Francia (5%).

A livello mondiale invece sono ancora Stati uniti e Canada a guidare con una quota di mercato del 35,5% e una previsione di crescita del 12,2% che li porterà a volumi pari a 364,6 miliardi di dollari nel 2013. Ci sarà invece il sorpasso da parte dei paesi dell’area Asia Pacific (Cina, Giappone, India, Corea del Sud, Australia, Indonesia e altri paesi minori) che con una crescita del 30% raggiungeranno volumi complessivi pari a 409 miliardi di dollari, un terzio del totale mondiale. Ci sono buone potenzialità anche per l’ecommerce della Russia che oggi ha un valore di 11 miliardi di dollari e un tasso di crescita del 23% annuo, ma deve fare i conti con una scarsa penetrazione di Internet nelle regioni periferiche e grandi difficoltà logistiche.

Per l’Italia vendere all’estero conviene: sebbene solo una parte delle aziende italiane si dedichi a questa attività, il fatturato dell’export costituisce il 27% del totale ecommerce. Ma non si può improvvisare uno sbarco in altri paesi: servono strategie di marketing ad hoc. Tra le aziende che vendono all’estero, secondo la ricerca, il 30% ha un sito multilingue, il 12% utilizza un portale che è solo in italiano, il 5% possiede filiali in altri paesi e il 9% fa parte di una multinazionale.

Dunque, investire nell’export porta ulteriori profitti, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello attuale. Molte aziende stanno intensificando la loro presenza in Europa e nel mondo, scommettendo sempre di più nei nuovi mercati emergenti. Tuttavia, per ottenere il massimo dall’ecommerce verso altri paesi sono fondamentali strategie adeguate ai contesti all’interno dei quali le aziende cercano di inserirsi.