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Lockdown Shanghai: l’effetto sulle supply chain globali e sull’economia

Il lockdown a Shanghai colpisce le supply chain
La città di Shanghai

Da quando è scoppiata la guerra tra Russia ed Ucraina, il conflitto e le sue ripercussioni dominano lo scenario, ma il lockdown a Shanghai ricorda a tutti che siamo ancora nel mezzo di una pandemia.

Questo lockdown sta creando una forte crisi umanitaria e fermando il polo industriale e portuale della città, con forti ripercussioni economiche e logistiche sul suolo nazionale, ma anche internazionale.

Lockdown Shanghai: in ulteriore aumento l’inflazione

Il lockdown di Shanghai ha effetti particolarmente duri sulle già stremate supply chain globali che vedono gli shipping cost aumentare vertiginosamente. 

Considerando i livelli pre-pandemia, le tariffe del trasporto aereo di Shanghai sono raddoppiate ed i costi dei container per l’export sono aumentati del 500% secondo il rapporto di Bernstein.

L’effetto bottleneck (collo di bottiglia) ed aumento degli shipping cost hanno già contribuito ad aumentare l’inflazione. Con il lockdown di Shanghai ci sarà ancora più pressione che porterà le compagnie ad alzare i prezzi.

Forte impatto sul mercato automotive

Shanghai e Changchun sono la sede delle due compagnie automotive cinesi più grandi: La SAIC Motor e FAW Group. Questi due colossi, attraverso joint venture con aziende occidentali e non quali General Motors, Volkswagen, BMW e Toyota producono milioni di veicoli. In oltre, Shanghai ospita la Gigafactory 3 di Tesla.

La maggior parte di queste fabbriche sono chiuse da marzo per le regolamentazioni del Governo, portando Tesla ad accumulare ritardi su 30 mila veicoli elettrici, mentre Toyota e Volkswagen non producono nulla da settimane.

Una fabbrica di macchine ha bisogno di un network esteso di supplier per funzionare e una supply chain priva di interruzioni.

Se i supplier in Shanghai e nelle province circostanti non sono in grado di ritornare a lavorare nell’immediato, Xiaopeng (CEO di EV) sostiene che l’intera industria automobilistica Cinese potrebbe sospendere l’intera produzione a maggio.

Le supply chain globali sotto ulteriore stress

L’impatto del lockdown di Shanghai non è limitato all’industria automotive. Secondo un report di Goldman Sachs, l’82% delle manifatturiere cinesi di automotive, hardware e semiconduttori si è scontrato con diverse interruzioni nelle supply chain.

Questo è un duro colpo soprattutto per i semiconduttori, in quanto la sola Shanghai detiene il 46% di tutti i produttori cinesi di semiconduttori.

L’industria tech è quella che soffrirà di più questo lockdown, in quanto La Cina è il più grande supplier della domanda estera di smartphone e PC.

Con la chiusura di fabbriche e porti, aziende come Apple e Dell probabilmente dovranno affrontare diversi ritardi nelle consegne.

Quanta, il produttore di Taiwan che produce circa il 75% dei Macbook di Apple a livello globale, ha temporaneamente chiuso le sue attività a Shanghai.

Anche un altro fornitore Apple della zona, Pegatron, che assembla modelli di iPhone legacy, ha sospeso la produzione.

Lockdown Shanghai: il blocco del porto

Oltre ad un’importantissima rete industriale, Shanghai ospita anche il porto più grande del mondo per traffico merci.

A causa del lockdown, le navi in ​​arrivo dall’estero sono state costrette a dirottare verso altri porti oppure vengono bloccate in acqua. Anche le esportazioni, che rappresentano quasi il 20% del PIL cinese, sono paralizzate.

Tutti questi fattori colpiscono, e continueranno a farlo per tutta la durata del lockdown, le supply chain globali. Queste, per l’ennesima volta, dovranno dimostrarsi flessibili e resilienti, implementando delle rotte diverse e cooperando con i propri partner per cercare fonti alternative per la supply in modo tale da soddisfare la domanda fino a quando l’emergenza non sarà rientrata.

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