Stress da iperlavoro? Ecco come fronteggiarlo

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Niente risulta più letale e nocivo, per il business di un'azienda, di trovare all'interno del proprio organico una figura professionale scontenta, disillusa e in balìa di un vero e proprio esaurimento nervoso. 

Stress da iperlavoro? Ecco come fronteggiarlo

Per tale motivo, abbiamo pensato di scantonare appena un po' dalla consuetudine delle tematiche finora trattate, per elaborare i cinque maggiori sintomi che connotano tutti coloro che sono vittime più o meno consapevoli dello stress, oltre a fornire soluzioni volte a ridurne la gravità, e alleviarne gli effetti.

- Non avete il minimo interesse a recarvi al lavoro:

Un'affermazione che calzerebbe per molti lavoratori sottoposti costretti all'afrore di un orario fisso, quasi marmoreo, ma che nel caso del titolare di un'azienda potrebbe parere poco pertinente: chi mai detesterebbe doversi alzare dal letto per andare a conseguire i propri sogni? Naturalmente, non sempre si può pretendere che il lavoro sia tranquillo e tutto proceda senza intoppi. Le nostre indoli, piene più che mai di un'irrequietezza che ci impedisce di comportarci in accordo con quanto ci prefiggiamo di fare e ottenere (aspiriamo alla felicità, e ci ripromettiamo che da questo giorno in avanti vivremo e interagiremo con gli altri sotto il segno di una simile fanciullesca impressione emotiva), sono molto instabili e inaffidabili, in questo senso. Spesso, le brutte giornate nascono nientemeno che da uno scambio di equivoci tra due o più indoli già confuse di loro, incapaci di venire a patti con le speranze di felicità che si sono imposti di raggiungere. Cercate pertanto di trovare, nel vostro lavoro, quanti più stimoli o motivi o ragioni per convincervi a recarvi in ufficio che non siano sempre i medesimi. Siate affamati, aveva detto un giorno un tale, davanti a una platea di neodiplomati incantati e altrettanto confusi, siate folli.

- Siete particolarmente irritabili:

Andare al lavoro ogni giorno senza il minimo entusiasmo, naturalmente, non può che rivelarsi nocivo a lungo andare, non solo per sé e il proprio business, ma anche per il rapporto intrattenuto con il proprio team, o con i clienti stessi. Se doveste accorgervi che gli scatti d'ira o i momenti di insoddisfazione si manifestano con frequenza sempre maggiore in presenza di colleghi o dei dipendenti del vostro team, provate a domandarvi se ciò dipenda da loro o da voi, e valutate di conseguenza. In ogni caso, sforzatevi di reagire responsabilmente, non date in escandescenze né lasciatevi tentare dal proiettare le trame delle vostre frustrazioni sugli altri, pena un'inevitabile e invincibile declino collettivo.

- Siete fisicamente e mentalmente esausti, se non esauriti!

Moltissimi imprenditori o lavoratori, animati dal bagliore di uno stacanovismo forse accecante, non si riterranno soddisfatti fino a quando non saranno stati in grado di oltrepassare i propri limiti psicofisici, pur di portare a termine un lavoro qualsiasi, o portarsi avanti nella gestione di tutte le molteplici attività cui devono rendere conto. Da lì i mal di testa, le giravolte e i farmaci annessi. Per quanto impegnarsi duramente e lavorare sodo ogni giorno sia importante, soprattutto in un campo tanto concorrenziale e irrequieto, dominato da logiche feroci e fugaci, non dovete arrivare al punto da compromettere la vostra salute, non ne vale la pena. Sforzatevi pertanto di concedervi un po' di tempo da dedicare a voi stessi e ai vostri hobby, o, cosa ancora più importante, a discernere ciò che davvero è importante realizzare nella vostra vita.

- Siete disillusi:

Non è un mistero che per diventare un grande imprenditore sia necessaria una padronanza dellle proprie emozioni volta a preservare qualunque genere di tensione, o eccesso tanto di entusiasmo quanto di angoscia. La maggior parte degli attori professionali è di natura sostanzialmente ottimista, e non senza motivo. La capacità di intravedere sviluppi futuri di un business corre di pari passo al disporre di una mentalità lucida e positiva, fermamente convinta del fatto che "tutto può davvero andare per il meglio". Se ci si lascia invadere, invece, da uno spirito pessimista, si finisce per considerare tutto ciò che si sta compiendo, tutti i risultati frutti di anni di duro lavoro, inutile e dannato al fallimento. Soprattutto quando ci si rende conto che i ricavi e i profitti ottenuti stentano a ripagare e ricompensare tutti gli sforzi e la fatica spesa a legittimarne una crescita almeno su vasta scala. Non per questo dovrete lasciarvi andare! Non permettete ai fallimenti o ai risultati più o meno insoddisfacenti di adombrare la vostra capacità decisionale, né la passione che vi anima e vi ha permesso di addentrarvi in questo genere di professione, dove tutto è perennemente in balìa del rischio. Se non vi fidate dei vostri metri di giudizio, poiché li giudicate troppo di parte, avvaletevi dei consigli e dei pareri di una terza persona.

- Vi sentite distaccati o inefficienti:

Questa è la cosiddetta ciliegina sulla torta dei sintomi rivelatori di un esaurimento nervoso. Si lavora, si fatica, si tira avanti fino alle prime ore del mattino, ma con una consapevolezza strana, con un senso di distacco, quasi di apatia, o di sogno, come se non si fosse realmente coscienti di ciò che si sta facendo, coinvolti fino a un certo punto. Un simile senso di distacco e inefficacia tende a palesarsi al termine di un lungo periodo di noia e reiterazione di atti già fatti e di impieghi già compiuti tempo addietro, un po' come se ci si trovasse a dover riparare il proprio pc ogni mese ottenendo unicamente la promessa, il mese successivo, di un'ennesima rottura. Preoccupatevi di concentrarvi sul lavoro che sapete possa essere in grado di portare a risultati concreti, o provate a ripensare alle motivazioni che vi hanno spinti a occuparvi delle vostre attività, preferendole ad altre.